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«Vacanza è... staccare la spina»

«Vacanza è... staccare la spina»

Cinzia Franchini in partenza per i luoghi del cuore: dalla Sicilia all’Abruzzo, con tanti libri in valigia

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La camionista che combatte la mafia. È stata definita così Cinzia Franchini, imprenditrice modenese nel settore dell'autotrasporto (comparto ad alta intensità di genere maschile), dal 2011 presidente nazionale della Cna/Fita e da qualche anno minacciata da quella criminalità organizzata che attanaglia il suo settore e che con tutte le sue forze tenta di combattere, con ancora maggiore determinazione dopo le minacce, le buste con i proiettili e gli atti denigratori. Quest'estate la Franchini ha scelto la Sicilia, tra le sue mete preferite insieme a Schiavi d'Abruzzo, il paese dove ha trascorso le sue estati da piccola, essendo la madre nata in quelle terre, e dove ogni tanto ci torna per ricordare quelle atmosfere che viveva con i nonni materani.
Dove andrà in vacanza Cinzia Franchini quest'anno?
«In Sicilia, nelle campagne ragusane. La Sicilia è una meta amata, non è la prima volta che vado, è la regione che amo di più, dopo l'Emilia Romagna, la mia terra. La Sicilia è una regione straordinaria, il mare è splendido, si bene e si mangia bene. Ho però un luogo del cuore, dove vado ogni tanto anche ora, ma dove sono andata per vent'anni. È un paese dell'Abruzzo, dove mia mamma è nata, che mi ricorda i nonni, le mie vacanze da piccina. È Schiavi d'Abruzzo».
Come sono, in genere, le sue vacanze?
«Fare una vacanza vuol dire staccare il telefono, isolarsi dal mondo. La vacanza è un momento per ritrovare me stessa, se voglio vado al mare, o a visitare la città, però in tranquillità, di poche persone attorno».
Che libri porterà?
«Sicuramente “Il paese dei coppoloni” di Vinicio Capossela, che mi hanno regalato recentemente; “L'estate infinita” di Edoardo Nesi e “Periferie - Terre forti” di Gaetano Alessi. E non mancheranno mai i quotidiani e le riviste di attualità».
L'estate più bella della sua vita?
«Forse nelle Marche, è stata una vacanza d'amore, con l'uomo che poi è diventato mio marito. Alla fine della vacanza io raggiungevo i nonni in Abruzzo e lui ripartiva per un altro viaggio. Eravamo al mare, venti anni fa. È stata una delle nostre prime vacanze come coppia».
La vacanza che ha sempre sognato di fare e non è ancora riuscita a fare?
«In genere le mie vacanza durano una settimana. Mi piacerebbe fare un viaggio più lungo. Partire, magari senza avere l'ansia di una data di ritorno. Vorrei molto, in un futuro visitare l'Argentina».
A settembre, quando si riparte, il progetto che vuole assolutamente realizzare?
«Non c'è un progetto in particolare. Nel mio ruolo di rappresentanza di un'associazione di categoria gli impegni e gli obiettivi sono tanti. Spero che il mio segretario, ora in ospedale, si rimetta presto in forze per riprendere insieme il percorso che da anni portiamo avanti contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro settore, l'abusivismo e l'illegalità».
Una disavventura che le è accaduta in vacanza?
«Non mi sono mai piaciute le vacanze spartane. Una volta mi hanno convinta a provare l'esperienza del campeggio, magnificandomene tutti gli aspetti positivi e facendomi concludere una vacanza sarda con una due giorni in campeggio. Sono state due giornate di temporali, con tutto il campeggio allagato e abbiamo dovuto anticipare la partenza».
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