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San Prospero: nel quartiere fantasma Buio, buche e pozzi aperti da anni

di Serena Fregni
San Prospero: nel quartiere fantasma Buio, buche e pozzi aperti da anni

La protesta delle quaranta famiglie di una zona residenziale mai completata Il costruttore è in difficoltà. «E sono inutili le lettere al Comune. Ma così è troppo pericoloso»

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SAN PROSPERO. Una zona residenziale, vicina alle scuole ma anche tranquilla e adiacente alla campagna. Un tipico quartiere di paese con palazzine, villette nuove e con rifiniture pregiate. Una zona all’apparenza invidiabile, quella situata a San Prospero in via De Andrè, se non fosse per il degrado che circonda queste belle case.

Si tratta di rifiuti ingombranti di cantiere, tombini lasciati aperti, lampioni pericolanti, alcuni addirittura tenuti in piedi con dei mattoni e strade ancora da asfaltare. Questa è la situazione che si trovano ad affrontare ogni giorno una quarantina di famiglie che da anni abitano in questo quartiere. Come Roberto Pollastri, residente da ottobre 2014. Da diversi mesi cerca risposte a queste inefficienze: «Da quando mi sono trasferito qui con la mia compagna ho iniziato a scrivere mail al Comune per avere risposte; all’inizio mi rispondevano, con toni anche molto gentili e pacati rassicurandomi che nel giro di qualche mese avrebbero preso in mano la situazione. Era il 13 dicembre, non si è mosso nulla Tranne qualche piccolo intervento sul verde urbano».

L’impresa che ha costruito su questI terreni è Ecoland srl di Malavasi, che oggi si troverebbe in crisi e quindi incapace di finire i lavori nel quartiere. E così sarebbe intervenuto il Comune, ma senza grandi risvolti positivi.

Questioni che non interessano granché ai residenti, i quali vorrebbero solo avere i servizi per i quali pagano. Come Elisa, mamma di una bambina di 5 anni che non può neanche scendere a giocare per via dei tombini aperti e dei ferri vecchi ovunque: «Non fido a far giocare mia figlia qui, se cade nel tombino può rischiare la vita. Si starebbe davvero bene, le case sono molto belle ma il quartiere è un degrado, ho già bucato la ruota della mia auto per colpa delle strade e di come sono ridotte».

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Un altro problema grave è proprio quello delle strade, ancora non asfaltate, un cumulo di ghiaia che solleva in continuazione solo polvere.

Roberto ha poi continuato a scrivere anche sul portale del Comune, dal nome impegnativo “la Fabbrica del cittadino” ma senza ottenere mai certezze.

«Speriamo che la situazioni si sblocchi - continua Roberto - ormai siamo al limite e non possiamo andare avanti, almeno l’illuminazione e le strade devono essere sistemate».

Anche Morena Tommasini vive da oltre tre anni nel quartiere con il marito, in una bella villetta a schiera ma con svariati disagi: «I primi tempi in cui vivevo qui - racconta Morena - il quartiere era poco abitato e quindi pensavo che fosse questa la causa dei ritardi nei lavori ma poi negli anni non è cambiato nulla. Siamo tante famiglie e non è possibile avere ancora aree verdi abbandonate, strade fatiscenti e buche dappertutto. Inoltre arrivare ogni sera a casa dal lavoro ed essere al buio, in un quartiere adiacente alla campagna non è per niente rassicurante».

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