Gazzetta di Modena

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Grecia, dimezzato l’export modenese

di Felicia Buonomo
Grecia, dimezzato l’export modenese

In sei anni si è toccata una flessione del 66%. Tra i settori più colpiti il tessile-abbigliamento, l’alimentare e il biomedicale

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Vivere in un mondo globalizzato ed essere una delle più importanti province in termini di esportazione verso l’estero ha il suo beneficio, ma anche il suo lato negativo. Perché se un paese - economicamente - crolla al suo interno, anche le esportazioni delle imprese estere inevitabilmente ne vengono colpite a ricaduta. È il caso della crisi greca, che ha prodotto “vittime” nel paese ellenico e dimezzato le vendite da parte di paese esteri, come l’Italia. E Modena non ne è esente, dove si registra un -66% in sei anni. Secondo un’indagine diffusa dalla Camera di commercio di Modena, le vendite verso la Grecia da parte delle imprese modenesi negli ultimi sei anni, infatti, si sono dimezzate. Certo la quota di export modenese verso il paese ellenico è marginale: la provincia di Modena esporta in Grecia merci per un valore annuo di 85 milioni di euro (il dato è riferito al 2014), che rappresenta lo 0,8% del totale export nel mondo (pari a 11 miliardi). Ma a risentire gli effetti della crisi ellenica sono state 349 imprese made in Modena, quelle che registrano un interscambio con la Grecia (secondo i dati Italncom, archivio delle imprese operanti con l’estero curato dalle Camere di commercio). Dal 2008 al 2013 le vendite verso la Grecia sono costantemente calate con forti decrementi di anno in anno; soltanto nel 2014 c’è stato un leggero recupero rispetto all’anno precedente: +1%. Nel complesso il crollo che emerge negli ultimi sei anni è stato del -66%. Per capire l’importanza che il paese ellenico riveste per le imprese modenese occorre entrare nel merito dei diversi settori merceologici. I comparti che hanno trainato l’export in Grecia sono il ceramico, con 25 milioni di euro e un aumento del +13,8% rispetto all'anno prima, e le macchine e apparecchi meccanici, con 17 milioni di vendite e un incremento del +12%. L’agroalimentare, con 13 milioni, è il terzo settore per importanza anche se rispetto al 2013 ha registrato una contrazione del -9%. In forte calo i settori tessile-abbigliamento (-37,7%) che esporta merci per 9 milioni, e il biomedicale (-19,3%) con un valore di 2,6 milioni.

Gli ultimi dati riferiti al primo trimestre 2015 riportano un export di 22 milioni di euro, in calo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente del -5,2%. Nei primi tre mesi dell’anno hanno riportato un incremento tendenziale delle vendite soltanto il ceramico (+15,3%) e biomedicale (+29,4%). In flessione tutti gli altri settori, a cominciare dal tessile-abbigliamento e dall’alimentare che stanno soffrendo maggiormente della contrazione dei consumi: rispettivamente -26,8% e -9,5%.

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