Modena e provincia, residenti in calo: da gennaio 1.451 in meno
La crisi economica, aggravata dal terremoto, ha accelerato l'emigrazione. In prima fila gli stranieri che si sono allontanati dalla nostra provincia. Da luglio 2012 saldo negativo di 5.445 persone. Bassa e montagna le aree più colpite dallo spopolamento
MODENA. Nella Bassa le case si sono svuotate per le scosse del terremoto e in montagna per effetto dello spopolamento.
Il risultato è lo stesso, la popolazione modenese è in calo, e solo per restare ai dati del 2015 da gennaio a marzo i residenti sono calati di 1451 unità, portando il totale da 703.114 abitanti a 701.663. Una caduta lenta e inarrestabile che ha visto nei primi 90 giorni un saldo negativo di quasi due persone al giorno, tutti giorni.
OSSERVATORIO STATISTICO. A scattare la fotografia delle culle vuote, come i demografi chiamano il calo della popolazione e l’invecchiamento di chi resta, è l’Osservatorio statistico della Provincia che ha fornito i numeri Comune per Comune in tutto il territorio.
Basta guardare da vicino il risultato per vedere anche un’altra realtà in chiaroscuro: il calo non è uguale per tutti e anzi, molti paesi sono stabili o hanno un leggero incremento con una redistribuzione dei residenti che vanno in luoghi meno congestionati e meglio serviti.
MARANO SUPERSTAR. Una riprova? Marano sul Panaro, che nella classifica del Sole 24 Ore sui borghi più vivibili d’Italia è la prima nella provincia, è anche il paese che registra una percentuale di crescita doppia e tripla rispetto agli altri; da luglio 2012 a gennaio 2015 ha 115 abitanti in più, pari a uno squillante + 2,3%. Due Comuni a poca distanza, Castelnuovo e Castelvetro, confermano la regola per cui tenuta economica e sociale vanno di pari passo, anche se la seconda vale molto di più della prima; il comune dello Zampone registra un incremento dell’1,7% mentre quello che fa da culla al lambrusco ha avuto un lieve calo: - 0,9%, anche se l’anno scorso è stato tra i primi in classifica nell’analisi sul quotidiano della Confindustria e quest’anno ha rimediato il secondo posto provinciale, sempre nella stessa classifica.
Alla chetichella anche San Cesario sta crescendo, con un + 2% secco ma qui c’è l’effetto traino della vicinanza con le zone industriali e il fatto di essere quasi a metà strada tra Modena e Bologna, che la rende appetibile per i pendolari grazie anche alle piccole dimensioni. Discorso analogo anche per Castelfranco con 418 residenti in più (+1,3%).
Dolenti note anche per quanto riguarda i Comuni più colpiti nella zona del sisma, con l’eccezione di Carpi, in cui la tenuta industriale e produttiva hanno sempre valori molto alti; bene, nonostante il sisma il saldo è positivo e in quattro anni si sono aggiunti 445 residenti su una città di 70 mila abitanti.
I COMUNI DOVE L'EMIGRAZIONE E' PIU' ALTA. Le dolenti note arrivano con i Comuni più periferici, a cominciare dalla Bassa. Le presenze qui sono in caduta libera, anche perché molti, appena hanno potuto, si sono trasferiti da parenti e amici anche nei paesi vicini per evitare la residenza nelle baracche dei “Map”. Per Novi si parla di -10,1%, record assoluto, poi S.Possidonio - 5,6%, e a seguire S.Felice e S.Prospero con -3,4%, Camposanto -3,2. Le crepe si allungano anche nella società, se si considera che Cavezzo, fuori dai riflettori, totalizza - 4,3% mentre Finale Emilia, il simbolo con la torre del sisma 2012, si ferma a -2,6%.
La montagna cede ovunque: Sestola -3.1, Montecreto -3.7, Montefiorino -3, Palagano - 6.5, Polinago -5.8, Riolunato - 4.6, Pievepelago -2.9, Fanano - 2.3, Frassinoro - 2.6.
E Modena? Il capoluogo fa la parte del leone sui numeri. Con 184.828 abitanti registra un calo di 1.371 persone rispetto al 2012 (ovvero - 0,7%) e di 320 rispetto all’inizio del 2015.
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