Gazzetta di Modena

Modena

Finale, un bilancio d’emergenza

Approvato con ritardo. Passa linea della Giunta: 2,3 milioni per abbattere i debiti

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FINALE. Con 18 giorni di ritardo oltre il tempo massimo consentito e dopo le diffide notificate dal prefetto a tutti i consiglieri comunali, Finale ha finalmente un suo bilancio “preventivo” per il 2015, cioè per l'anno già trascorso per due terzi. Le vicende che hanno condotto a questa situazione sono peraltro già note, così come le divergenze tra l'amministrazione del sindaco Fernando Ferioli e le opposizioni. Divergenze emerse anche in questa occasione, con l'amministrazione concentrata ad abbattere una quota del debito gigantesco ereditato dalle precedenti gestioni (circa 25 milioni di euro) e le minoranze invece a chiedere che una quota del disavanzo venisse destinata anche a piccoli investimenti, per dare un segnale di ripresa e di respiro alla città, al suo centro storico e alle frazioni. Ad esempio la riattivazione della fontana di piazza Baccarini, la piazza della torre dell'orologio, simbolo della tragedia del sisma. O ancora piazza Castello, o un alleggerimento della tassazione alle attività… La maggioranza ha risposto nella sostanza che gli investimenti ci sono e si vedono, con la minoranza ancora a rimbeccare che si tratta di investimenti non del Comune, ma legati alla ricostruzione. Così le minoranze avevano presentato 175 emendamenti, per attivare investimenti per circa 1,3 milioni. Ma l'amministrazione ha giocato un jolly. Ovvero quello che si trattasse di proposte “contabilmente inammissibili”, poichè ogni emendamento non era accompagnato dal ricalcolo delle quote mutui sul bilancio pluriennale, come invece era stato fatto per l'ipotesi di abbattere quei mutui secondo la proposta dell'amministrazione. La questione non si è fermata lì. Poiché infatti - banalizzando - è emerso che in Sicilia il Tar aveva messo alle corde i Comuni laddove un emendamento contabilmente inammissibile ma votabile non fosse stato votato, la maggioranza, per evitare problemi, ha proposto di votare uno a uno tutti gli emendamenti, anticipando che avrebbe votato contro a tutti. La minoranza a quel punto è uscita dall'aula. Così per oltre un'ora in aula è stato tutto un alzare di mani in automatismo, per bocciare anche “tecnicamente”, ovvero con il voto, gli emendamenti della minoranza che in aula non c'era più. Alla fine è quindi passata la linea dell'amministrazione: il grosso dei fondi disponibili - circa 2,3 milioni di euro - andranno ad abbattere le quote di alcuni mutui e dei boc emessi dal Comune.

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