Carpi, la O’Connor: «Zappador mi ha truffato»
La celebre cantante irlandese accusa la manager di Carpi e il suo staff: «Solo 500 euro per tre concerti». La replica: «Tutte falsità»
CARPI. Sinead O'Connor non è mai stata un’artista “diplomatica”. Si ricorderà quando sul palco, nel lontano 1992, strappò davanti al pubblico la foto del Papa. E adesso torna alla ribalta per un caso che ha fatto il giro del mondo grazie ai social network. La cantante infatti ritiene di essere stata truffata dai suoi agenti-promoter tra cui figura anche la carpigiana Rita Zappador.
Sinead O’Connor su Facebook ha così licenziato tutto il suo staff. Motivo della contesa sono i conti relativi al suo tour. «Guardate le cifre», scrive la cantante irlandese nel lungo intervento sulla sua pagina ufficiale sul social network, dove si vede la foto di un documento (riprodotto in questa pagina sotto la foto dell’artista): «La mia paga per tre concerti in Germania: 500 euro. E guardate quanto hanno guadagnato gli altri...». L'interprete del successo “Nothing Compares 2 U”, va poi ad analizzare dato per dato i costi che le sono stati addebitati fino ad arrivare alla conclusione che è la seguente: «Quindi il mio lavoro ha fruttato 48.000 euro ma io ce ne ho rimessi 4000.
Considerate che queste cose le band non le gestiscono da soli, ma si affidano a manager e agenti». Quindi, il finale: «Fareste meglio a procurarvi degli ottimi avvocati». Pronta la replica della manager carpigiana Rita Zappador: «Il documento che Sinead O'Connor ha postato recentemente su su facebook è solo una parte di una complessa polizza assicurativa che non ha niente a che fare con il bilancio consuntivo di un tour. Ad ogni modo - continua - è doveroso spiegare che ogni offerta per concerti e tour di Sinead O'Connor è sempre stata inviata al management per approvazione.
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Inoltre il compenso del booking agent è sempre fisso al 10% del cachet approvato dal management, e i production costs ovviamente sono costi di produzione, non è un guadagno ma sono spese vive sostenute per conto di Sinead. Nello specifico caso che viene sollevato, il cachet basso eýf motivato e giustificato dalla scarsa vendita di biglietti (una media di 600, 700 biglietti a data) che ovviamente incide sullýfincasso finale, della cui previsione era comunque perfettamente a conoscenza manager ed artista. Inoltre, ad aggravare il bilancio, il tour tedesco è stato modificato all'ultimo momento a causa di una improvvisa cancellazione da parte dell'artista.
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Le perdite patite da Sinead - spiega ancora Rita Zappador, sono sempre dovute ai frequenti cambiamenti e cancellazioni decisi dall’artista, incluse quelle di giugno del tour in Sudamerica e di luglio e agosto del tour in Europa. Le abituali ed adeguate polizze a copertura dei concerti risultavano infatti inutili laddove l'artista non presentava i certificati e documenti adeguati richiesti dalla compagnia assicuratrice. È infine importante sottolineare che i cachet (profitto netto per l’artista dopo tutte le spese e tasse pagate) pagati a Sinead O’Connor nel 2015 per 5 concerti + il tour australiano sono congrui e cospicui! L'intera questione - conclude la manager carpigiana - è ora nelle mani dei legali che procederanno nel tutelare e proteggere la assoluta dignita' ed onesta' del mio lavoro dalle gravi ed infondate accuse ricevute».
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