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Modena, rientra a casa e sul letto trova un neonato morto

di Stefano Totaro
Modena, rientra a casa e sul letto trova un neonato morto

Vede la moglie in un lago di sangue e chiama il 118, il corpicino ha sei, sette mesi Lui, medico dell’Ausl, e la mamma alla polizia: «Non sapevamo della gravidanza»

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Un corpicino senza vita, abbandonato su un letto, in un mare di sangue. Una donna esanime sdraiata, in preda ad una forte emorragia, il marito che rientra dal lavoro, entra in casa e vede la scena terribile. Lui, medico dell’Ausl, chiama immediatamente il 118, arriva un’ambulanza che carica la mamma e la porta d’urgenza in ospedale. Se la caverà. Nel frattempo i sanitari e i medici hanno avvisato la polizia: la Volante arriva in via Tamburini, gli agenti salgono al secondo piano di un condominio e pure a loro si presenta la medesima terribile scena. Un lago di sangue e quel corpicino senza vita, sul letto. Scattano le indagini. Il feto ha un’età apparente di sei, sette mesi. È a tutti gli effetti già un neonato. La coppia ha una quarantina di anni: il marito dichiara di non sapere nulla della gravidanza della moglie, la moglie ha affermato che era all’oscuro di essere incinta. È questo il primo quadro che della vicenda che viene offerto dai fatti e dai protagonisti alla polizia modenese.

Verso le 20 dunque questo medico in forza all’Ausl modenese, un africano, rientra è fa la terribile scoperta. la moglie è su letto in un mare di sangue. Il sangue è sul letto, e nella stanza. Sul letto c’è anche un corpicino senza vita. In casa c’è l’altro figlio, un bambino di pochi anni. Il papà lo prende in braccio e cerca aiuto, chiama il 118 e come detto arriva l’ambulanza, l’automedica e viene informata la polizia. «Venite in via Tamburini, c’è un feto, c’è un neonato morto». Dopo i primi accertamenti della Volante, sul posto anche la squadra Mobile e , in successione, la polizia scientifica e un medico legale, per la presa in consegna del neonato. Aveva sei, sette mesi: eppure nessuno si era accorto di lui, almeno a sentire le dichiarazioni sia del medico che della moglie. La squadra mobile, che ovviamente ha subito avvisato il magistrato di turno, lascia trasparire che ci sarà da “lavorare” attorno alle dichiarazioni fornite dalla coppia di genitori. Da quel che si è appreso pare che il loro rapporto non fosse del tutto idilliaco, nonostante la presenza di un bambino molto piccolo. Dunque, da quanto la polizia è riuscita ad apprendere, tra i due erano frequenti i litigi e gli screzi. ma, almeno a quanto è sembrato nelle prime fasi dell’intervento sul posto, ieri sera non dovrebbero esserci stati episodi di violenza tra i due. Quindi niente botte tra moglie e marito e soprattutto niente segni di violenza su quel piccolo corpo.

In ogni caso verranno effettuato approfonditi e specifici accertamenti.

Restano intanto molti dubbi. Primo fra tutti come sia possibile che nessuno dei due coniugi si sia accorto di una gravidanza. Lui, fra l’altro, è un medico. Lei una donna, non alla prima esperienza di gravidanza.

La mamma colpita da emorragia, ora ricoverata in ospedale, verrà presto interrogata mentre il confronto con la polizia per il marito è già iniziato da ieri sera, verso le 23, quando l’uomo è stato portato in questura. Sono tanti i fatti e le circostanze che dovranno spiegare agli inquirenti.

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