A Pievepelago torna il popolo degli Elfi «Ci muove la fratellanza»
A centinaia da tutta Italia nei boschi di Pievepelago per il Rainbow Gathering «Qui vietati alcol e droghe, condividiamo il cibo e celebriamo l’amicizia»
PIEVEPELAGO. Sono venuti da tutta Italia e da diverse parti del mondo (ci sono anche tedeschi, israeliani, indiani e giapponesi) per vivere nei boschi attorno a Sant’Andrea Pelago una grande esperienza collettiva di amicizia e profondo contatto con la natura, praticamente una simbiosi. È un ritrovo molto speciale quello a cui hanno dato vita dal 14 agosto (ma i primi sono arrivati già l'8) gli “elfi”, o meglio i partecipanti al Rainbow Gathering, in una radura circondata dalla vegetazione a circa un'ora di cammino dall'incrocio fra la strada comunale e la vecchia via Vandelli. Un raduno che rilancia il messaggio del Movimento Arcobaleno, nato alla fine degli anni '60 negli Usa per raggiungere tutto il mondo.
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C'è qualcosa di particolare e lo si capisce già dalle grida festanti di chi, nonostante il percorso piuttosto impervio e molto in salita soprattutto nella prima parte, annuncia la sua presenza ai “fratelli” e alle “sorelle” già accampati. E la filosofia diventa manifesta subito nel welcome point, ricavato in una grande capanna a dieci minuti dalla meta: i ragazzi accolgono i nuovi arrivati e fanno festa, contenti semplicemente del fatto che la persona sia lì. Indicano come proseguire il cammino attraversando il torrente e augurano al nuovo venuto un'esperienza speciale, ma ne sono già certi in partenza.
Del resto, sentirsi salutare da più di cento persone a suon di “welcome, welcome” è un’esperienza unica. Si arriva nella radura e si vedono centinaia di persone disposte in circolo, in stile molto natural, qualcuno addirittura nudo. Se si ha qualcosa da dire, bisogna mettersi in mezzo al cerchio e parlare a tutti. E quando ci si presenta chiedendo di ascoltare racconti e storie, si innesca il meccanismo collettivo: tutte le decisioni infatti qui vengono prese all'unanimità dopo confronti in circolo che possono durare anche tre ore, per cui per avere la voce ufficiale del gruppo Rainbow bisognerebbe vivere una giornata in mezzo a loro. Si può però trovare qualcuno che narra la sua esperienza, preferibilmente coperto da anonimato. E si resta indubbiamente colpiti dagli sguardi limpidi e dalla vivacità con cui raccontano le cose.
«Qui viviamo il vero contatto con la natura – dice una ragazza – in un'ideale di fratellanza universale. Siamo una grande famiglia. Non importa con cosa arrivi: qui non ti mancherà niente, perché quello di cui avrai bisogno ti verrà dato». A partire dal cibo: non c'è una suddivisione gerarchica dei compiti, ma spontaneamente c'è sempre qualcuno che di giorno in giorno si mette a preparare qualcosa e viene subito affiancato da altri. Cucina ovviamente vegana e crudista, raccogliendo quello che la natura dà senza mai intaccare gli alberi. «Non siamo emarginati – tiene a precisare un'altra – qui ci sono persone con fior di conoscenze: medici, infermieri, tecnici, filosofi, musicisti. E famiglie».
Già ed è contagioso l'entusiasmo dei bambini al seguito, che abbracciano forte i nuovi arrivati per dar loro il benvenuto. L'importante è non portare droga e alcol, che possono costare l'espulsione dal gruppo, «perché – spiega un uomo – alterano le tue percezioni e poterebbero qui energie che non vogliamo. Ci sono pensieri diversi solo sulla marijuana, perché c'è chi la considera semplice elemento naturale. Ma per altri sarebbero da bandire anche caffè e zucchero, perché creano dipendenza».
La forza del clima comunitario è indubbia: tra i momenti particolari, il passaggio con cappello per raccogliere ciò che ognuno ha da dare per i bisogni di tutti. C'è chi mette monete, chi 5 o 10 euro ma anche chi non ha soldi e apre comunque la mano vuota «per donare amore». Hanno chiesto autorizzazione per occupare il terreno e martedì erano in 110, ma pensano di triplicare e più per la Festa della Luna, in occasione del plenilunio del 29 agosto. Era dal 2002 che in Appennino non si svolgeva un Rainbow: l'ultimo era stato a Centocroci (Riolunato) con oltre 3mila persone da tutta Europa. In Italia questo è l'unico altro appuntamento dopo quello che ha animato il Cilento a inizio luglio.
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