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Vacanze in tour sognando Cuba

di Valentina Corsini
Vacanze in tour sognando Cuba

Per Alberto Bertoli sono mesi di concerti su e giù per l’Italia, le ferie arriveranno in futuro

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Arriva in sella alla sua moto in uno di quei pomeriggi caldi e afosi che solo l'estate modenese può regalare, Alberto Bertoli. Una scena alla "Easy Rider", il celebre film di Dennis Hopper sullo spirito di libertà totale tipico di quell'America on the road del finire degli anni '60.

Dalla mitica Route 66 alla via Emilia il passo è breve, e intervistare il figlio del grande Pierangelo, cantautore come il padre, un figlio d'arte che non vuol farsi chiamare "celebrità", molto ha a che vedere con quello spirito libero e semplice, che è proprio solo dei grandi artisti.

Un figlio di Sassuolo innamorato della musica, che si accomoda per un'allegra chiacchierata sulla sua estate, davanti ad un caffè. "Della moka però, mi piace così" dice.

Dove vai, o ti piace andare in vacanza?

«Per me l'estate significa concerti, sarò in tour fino a fine agosto infatti! Ho toccato regioni bellissime come l'Abruzzo, il Molise, la Calabria. Fare un tuffo in mare non mi sarebbe dispiaciuto, ma il mio è un lavoro molto impegnativo e quindi zero vacanza!».

Che libri ti porti in viaggio? «"Ho appena finito "La vita è un ballo fuori tempo" di Andrea Scanzi e poi "Memoria" di Adriano Sofri, un libro che racconta la sua controversa vicenda giudiziaria. Ma amo anche Stefano Benni e Paolo Nori!».

E la musica invece? Quale ascolti, quale ti ispira?

«La musica italiana è la mia base. Tutti i grandi cantautori, incluso mio padre, sono la mia ispirazione. Poi adoro Liga e Vasco e ascolto tanto nuovi artisti come Brunori Sas (pseudonimo del cantautore Dario Brunori ndr) e "Lo Stato Sociale", un gruppo di giovani bolognesi. Come americani invece, Bruce Springsteen, Bob Dylan e gli Aereosmith»

Fai sport?

«In tournée non riesco.. infatti ritorno sempre con quei 6 kg in più (ride)! Ma quando posso vado in palestra.. tapis roulant e spinning fanno bene all'umore e in più mi preparano fisicamente per i concerti. Quando percorri 800 km, dopo che hai dormito 3 ore per notte e fai un concerto di tre ore, se sei allenato reggi meglio!».

Qual è stata la vacanza più bella della tua vita?

«A Cuba il capodanno scorso. Mare stupendo, sabbia bianca.. E poi ho il mito di Che Guevara e della loro rivoluzione molto popolare, perché ha lasciato qualcosa di profondo nel cuore della gente. Ciò che mi ha colpito di più è stata proprio la gente di Cuba. La loro felicità e serenità nonostante la povertà. Leggevo un'intervista a Vasco in cui gli chiedevano se i soldi facessero la felicità e lui rispondeva di no ma che non bisognava avere il problema. Mi ha fatto riflettere su come la povertà, invece, può farti riscoprire tante cose».

E la vacanza che sogni ancora di fare?

«Un coast to coast degli Usa lungo la Route 66 e poi l'Australia. Adoro gli spazi aperti e sconfinati per la sensazione di libertà che ti danno e che si riflette nella musica. Se ci penso tutti i più grandi rocker sono emiliani. La libertà di una terra di pianura come l'Emilia si rispecchia nella libertà del rock».

Una disavventura che ti è capitata in vacanza invece? «Un classico! Ero in vacanza a Cefalonia e la mia valigia non è mai arrivata.. ho dovuto fare con i pochi vestiti che avevo nello zaino, come se fossi partito in moto!».

Settembre è in arrivo, progetti?

«Mi piacerebbe fare un tour con Jannacci e I Graziani (un duo cantante/chitarrista e batterista ndr) perché hanno un gran repertorio. Il 21 novembre Premio Pierangelo Bertoli al Teatro Storchi , posso dire solo che ci saranno delle sorprese...A dicembre sempre allo Storchi per un concerto da solista».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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