«Bilancio insufficiente e scelte sbagliate»
Ennio Bonilauri, capogruppo di minoranza: «Dai lavori pubblici all’Unione, tutto da rifare»
PRIGNANO. «Consigliamo al nuovo sindaco di usare tutta la trasparenza e correttezza possibili verso i cittadini e anche di assumersi qualche responsabilità che possa essere d’aiuto ai cittadini». Inizia così l’intervento di Ennio Bonilauri, ex sindaco e attuale capogruppo della lista “Popolo di Prignano insieme”, dopo l’approvazione del bilancio comunale. «Sulla vicenda palestra – Pro Loco - riprende Bonilauri - si tratta di ripristinare il prima possibile l’agibilità della palestra e ritrovare il rapporto di fiducia con la Pro-Loco, un’associazione che esiste a Prignano dai primi anni ’90. Se qualche errore è stato fatto dalla precedente amministrazione all’interno della struttura, rendendola inagibile, va messo nel dimenticatoio e superato. Sul concorso per istruttore di ragioneria, sospeso a seguito delle normative sulla mobilità del personale delle ex (forse) province, il sindaco Canali dica cosa intende fare nel merito e avvisi pubblicamente quei giovani che vorrebbero partecipare al suddetto concorso. Sull’Unione dei Comuni, la precedente amministrazione ha aderito all’Unione dei Comuni della pianura, con Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello. Ma l’Unione dei Comuni non riesce a decollare, i risparmi economici sono invisibili e l’Unione non potrà mai decidere sulla sovranità dei Consigli comunali. Dunque si va verso il fallimento delle Unioni dei Comuni. L’Italia dovrà recepire la volontà dell’Europa di riformulare i Comuni come territori non inferiori ai 10.000 abitanti, ci ritroveremo a un bivio importante. O scivolare verso la pianura perdendo la nostra identità o cercare la fusione con i comuni limitrofi della montagna, che presentano caratteristiche territoriali uguali a Prignano. Molti comuni della pianura hanno impostato una gestione patrimoniale per i propri beni; scelta che si sta rivelando una pericolosa cambiale in scadenza, con debiti fuori bilancio. Prignano non ha nessun debito fuori bilancio, dunque va analizzata la possibilità di questa fusione, che salvaguarderebbe la tradizione e la qualità della vita dei nostri territori. Infine – afferma Bonilauri - sulle lamentele delle tariffe dei servizi. Una società multiutility che gestisce i servizi in forma di monopolio diventa per forza una gestione inviolabile. Da sindaco avevo istituito la Prigeas, società di gestione dei servizi comunali con socio al 49% la Sat di Sassuolo. La Sat venne poi inglobata da Hera. Il Comune di Prignano oggi poteva avere una società di gestione (“in house”) dei servizi comunali con socio Hera. La scelta di chiudere la Prigeas, società in attivo che presentava utili intorno ai 18 mila euro ogni anno, è stata sbagliata e ora ci ritroviamo Hera che decide le tariffe comunali. Il bilancio 2015 appena approvato è insufficiente, poco propulsivo. Tra saldi attivi e passivi, è stato trovato un tesoretto di circa 600 mila euro. Io ne avrei usato una parte per abolire l’addizionale Irpef, lasciando i soldi in tasca ai cittadini. Toglierei la gabella dei 4 fantasmi che abitano negli appartamenti vuoti, ridicola. Poi la parte restante la userei per fare opere indifferibili e urgenti. Non sarebbero debiti fuori bilancio, dunque in pieno rispetto con il Patto di stabilità. Infine avrei inserito a bilancio una iniziativa di crescita. Per i cittadini che vogliono comprare casa a Prignano o fare un’attività commerciale o artigianale, avrei proposto l’esenzione da ogni tassa comunale per i primi 12 mesi di residenza o di attività».
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