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Il laboratorio oncologico che rilancia il Ramazzini

di Serena Arbizzi
Il laboratorio oncologico che rilancia il Ramazzini

Rientra nel completamento della farmacia interna da 1,3 milioni, al via nel 2016 «Poter preparare qui le terapie significa nuove tecnologie, qualità ed economie»

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La gara per la progettazione e costruzione della centrale antiblastici è stata aggiudicata a gennaio 2015; i lavori sono iniziati tra marzo e aprile e si prevede che giungano al termine entro novembre 2015.

Per la realizzazione dell’intera opera, che comprende sia la costruzione del Laboratorio centralizzato che della nuova Farmacia dell’ospedale di Carpi (di cui il laboratorio è parte integrante), è stato stanziato un importo, riferito a interventi edilizi, impiantistici, di sicurezza e all’allestimento interno completo di tutte le strumentazioni e attrezzature , stimato in 1.130.000 euro. Gran parte di questo importo proviene da donazioni, mentre la restante da finanziamenti aziendali. L’Ausl prevede che la nuova struttura entri in funzione all’inizio del prossimo anno. E così, come anticipato dalla Gazzetta, all’ospedale Ramazzini sarà possibile assistere ad un processo di riorganizzazione complessiva della Farmacia che ora non si trova più nel sotterraneo dell’ospedale, dov’era invece prima del sisma del 2012, bensì al primo piano. Per l’inizio del 2016, insomma, vedrà la luce il nuovo laboratorio centralizzato per farmaci antiblastici, antitumorali che servirà Carpi, Mirandola, Sassuolo, Vignola e Pavullo. Il resto del territorio provinciale, invece, è servito dalla centrale del Policlinico di Modena.

«Il progetto di centralizzazione della preparazione delle terapie oncologiche costituisce un potenziamento in tecnologie nuove e un salto di qualità sia dal punto di vista assistenziale che informatico – spiega la dottoressa Nilla Viani, direttore di struttura complessa della farmacia dell’Area nord - Grazie alla completa informatizzazione sarà infatti possibile rendere tracciabile tutto il percorso delle terapie oncologiche, dalla prescrizione, alla preparazione, fino alla somministrazione. Questo si traduce in un aumento della qualità e sicurezza del processo assistenziale e in una riduzione automatica del margine di errore».

Altri vantaggi del laboratorio centralizzato consistono nella produzione di economie di scala, dello sfruttamento quindi delle nuove tecnologie in modo ottimale. «Inseriremo nuove tecnologie oggi disponibili sul mercato (attrezzature robotizzate e semiautomatizzate) per la preparazione dei farmaci antiblastici – prosegue Viani – questo significa una maggiore sicurezza e un grande aiuto per l’operatore che presiede ai processi di allestimento dei preparati da somministrare ai pazienti. Una garanzia che si ripercuote positivamente anche sul paziente. Inoltre, la nuova organizzazione centralizzata del lavoro consente di ridurre gli scarti dei farmaci permettendo, quindi, un risparmio generale. Fattore non trascurabile, visto che si tratta di farmaci dai costi elevatissimi. Il laboratorio centralizzato per la preparazione dei farmaci oncologici è in linea con gli standard di qualità previsti a livello nazionale ed anche europeo. Con il nuovo laboratorio – conclude Viani – si attua soprattutto un cambiamento organizzativo e culturale con l’introduzione di un sistema informatico unico con la centrale del Policlinico per la condivisione dei protocolli terapeutici e delle banche dati dei farmaci che consentirà una forte integrazione tra oncologi, ematologi, farmacisti e personale infermieristico nella gestione complessiva della terapia farmacologica e nel governo dell’uso appropriato dei farmaci antitumorali; questo consentirà un maggiore beneficio per i pazienti».

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