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Per ora nessun indagato

La mamma: è nato senza vita La verità ora spetta all’autopsia

La mamma: è nato senza vita La verità ora spetta all’autopsia

C’è un neonato morto. È un maschietto di sei mesi, forse quasi sette. I sanitari del 118 e la polizia lo hanno trovato sul letto dove era stato partorito dalla mamma, in preda poi ad un fortissima...

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C’è un neonato morto. È un maschietto di sei mesi, forse quasi sette. I sanitari del 118 e la polizia lo hanno trovato sul letto dove era stato partorito dalla mamma, in preda poi ad un fortissima emorragia. Ora il corpicino, di circa un chilo, è presso la Medicina legale dove verrà effettuata l’autopsia. C’è un neonato morto dunque e c’è la relativa inchiesta, nelle mani del pm Niccolini che si è riservato di leggere gli atti e di decidere circa l’iscrizione o meno nel registro degli indagati dei protagonisti di questa vicenda. Oggi darà l’incarico per l’autopsia. La squadra mobile della polizia ha ascoltato a lungo il racconto del medico e, compatibilmente con le condizioni di salute della giovane, ha interrogato in ospedale la moglie.

E la mamma ha dichiarato alla polizia che il neonato era nato morto. Sostanzialmente questo caso si snoda lungo tre ipotesi investigative. Ovvero si tratta di verificare se si è trattato di un aborto spontaneo, l’epilogo tragico di un evento, la gravidanza appunto, fra l’altro del tutto inatteso, sconosciuto da entrambi i genitori , come loro stessi hanno dichiarato.

Ma altresì si dovrà indagare al fine di scoprire se siamo di fronte ad un caso di aborto provocato. Se cioè la gravidanza, a questo punto indesiderata, sia stata volutamente interrotta. E scoprire pertanto chi ha agito: se sia stata la mamma, oppure mamma e papà insieme oppure ci sia la presenza di un terzo, intervenuto in modo specifico per l’interruzione di gravidanza. Un intervento poi finito male, con la forte emorragia che ha colpito la giovane donna mandandola, per le cure necessarie, nel reparto di Rianimazione.

E infine bisognerà stabilire se il neonato sia venuto alla luce vivo oppure morto. In sostanza se ha respirato. Fondamentali saranno i risultati che emergeranno dagli esami autoptici sul corpo del piccolo dei sei, sette mesi. Esami che saranno effettuati anche dal punto di vista tossicologico, per chiarire se siano stati usati appositi farmaci che possano indurre l’aborto. Questione di giorni dunque, poi si potrà avere un quadro meglio definito su questua vicenda. Il caso pertanto potrà chiudersi subito oppure le ipotesi di reato sono pesanti: dal procurato aborto all’infanticidio.

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