Zappador, O’Connor rincara la dose su FB
Non si placa l’ira della cantante irlandese Sinead O’Connor, che ha accusato di truffa i suoi agenti promoter, fra i quali anche la carpigiana Rita Zappador con la sua agenzia Modus in Rebus. Nelle...
Non si placa l’ira della cantante irlandese Sinead O’Connor, che ha accusato di truffa i suoi agenti promoter, fra i quali anche la carpigiana Rita Zappador con la sua agenzia Modus in Rebus. Nelle scorse ore, l’autrice di Nothing compares 2 U ha rincarato la dose con un nuovo post su facebook indirizzato a Keith Stern di Lloyds Contingency, in cui dice di avere trovato «the smoking gun», ovvero la “pistola fumante”, e riepiloga, attraverso un carteggio via mail, vicende personali relative alle sue condizioni di salute e a una serie di spettacoli. Nel post vengono citate la carpigiana Zappador e Modus in Rebus: una lunga invettiva che certamente finirà tra le mani degli avvocati della manager musicale che si occupano della sua difesa. Nel primo post d’accusa, Sinead O’Connor aveva pubblicato la foto di un documento in cui lamentava: «La mia paga per tre concerti in Germania: 500 euro. E guardate quanto hanno guadagnato gli altri». Zappador respinge fermamente le accuse evidenziando che «il documento che Sinead O'Connor ha postato su facebook è parte di una complessa polizza assicurativa che non ha niente a che fare con il bilancio consuntivo di un tour. Inoltre è un documento riservato ed è protetto dalla legge sulla privacy – scrive la manager - Nello specifico caso, il cachet basso è motivato dalla scarsa vendita di biglietti (una media di 6-700 a data) che incide sull’incasso finale visto che il compenso dell’artista non è fisso ma dipende da entrate e uscite, quindi dal consuntivo finale di un tour. Inoltre, ad aggravare il bilancio, il tour tedesco è stato modificato all'ultimo momento causa una improvvisa cancellazione da parte dell’artista. Tale cancellazione, per fortuna poi recuperata, comportò costi aggiuntivi. Il cachet dell'artista è ridotto in proporzione ai costi sostenuti. Le uniche perdite patite da Sinead sono sempre dovute a frequenti cambiamenti e cancellazioni. È importante sottolineare che i cachet (profitto netto per l’artista dopo spese e tasse pagate) pagati a Sinead O’Connor nel 2015 sono stati considerevoli». (s.a.)
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