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«Biomasse, centrale da fermare subito»

di Enrico Vincenzi
«Biomasse, centrale da fermare subito»

Spilamberto. I residenti di Settecani sempre più infuriati: «I lavori continuano malgrado gli errori finora compiuti»

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SPILAMBERTO. «L'approvazione del progetto Agrivision sta andando avanti malgrado contraddizioni, proteste e le tante ombre che abbiamo messo in evidenza». Lo afferma Luciano Bozzoli, portavoce dei cittadini di Settecani che si sono mobilitati contro la costruzione, da parte dell'azienda Agrivision, di quattro serre contigue riscaldate a biomasse in via Pitagora, nella parte amministrata da Spilamberto.

Le emissioni prodotte sarebbero state di molto superiori rispetto a quanto consentito dalla legge regionale per le aziende dell'area di Settecani, rendendo quindi necessario il benestare della Provincia.

I lavori, però, erano iniziati in sordina già a fine 2014, con il progetto dell'azienda che era stato solamente depositato in Comune.

«È passato in regime di procedura abitativa semplificata - dicono gli abitanti di Settecani - che significa che, se dopo trenta giorni non vengono mosse obiezioni al progetto, questo passa in automatico». «Non si trattava di Pas - ribatte il sindaco di Spilamberto Costantini - ma di un'informativa sul progetto, che non bastava per essere autorizzati». Fatto sta che i lavori per lo stabilimento Agrivision continuano, tra le preoccupazioni dei residenti della frazione di Settecani.

Viene sollecitata, e continuerà ad esserlo, l'attenzione delle istituzioni locali, perché si facciano carico di eseguire i dovuti controlli e di rispondere alle domande dei cittadini.

Lo scorso aprile, Spilamberto aveva chiesto il controllo del progetto da parte di Provincia, Arpa ed Ausl, che avevano convenuto che Agrivision, per costruire gli impianti di riscaldamento delle serre, avrebbe dovuto chiedere il parere della Provincia. I lavori sono stati così bloccati, in attesa di un nuovo progetto da parte della ditta. «Nelle scorse settimane ne abbiamo ricevuto uno - dice Costantini - ma l'abbiamo rimandato al mittente, perché non aveva i requisiti necessari».

Al contrario, Bozzoli afferma che «l'approvazione del progetto è ancora in corso, perché il Comune ha chiesto delle integrazioni».

«Ci stiamo muovendo con attenzione», è la posizione del sindaco. «Se non ci fossimo mossi noi, le centrali sarebbero già in funzione», ribatte Bozzoli, che aggiunge: «Non cerchiamo una guerra che non servirebbe a nessuno, ma considerato che pensiamo che il sindaco si sia accorto degli errori iniziali dei suoi tecnici, vorremmo che insieme ai suoi colleghi di Castelvetro e Castelnuovo si facesse carico di formale promessa di controllare che tutto avvenga secondo la legge. Il calcolo delle potenze necessario a scaldare le serre è già variato almeno tre volte, come fosse stato scritto apposta per stare nei limiti, e ci risulta che il progettista abbia confermato questa nostra affermazione. Se per ottenere queste tutele dovremo cautelarci legalmente lo faremo, forti delle ottocento firme di adesione dei cittadini di Settecani raccolte nel frattempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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