Errori in corsia, polizze per 30 milioni
Dal 28 novembre si cambia tutto. Niente premi alle compagnie ma indennizzi diretti per le vittime di malasanità
Dal 28 novembre il Policlinico non avrà più una sua polizza assicurativa per risarcire i danneggiati per incidenti operatori o di altro tipo.
Al suo posto, come tutte le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, nascerà quella che è stata ribattezzata un’autoassicurazione, anche se di fatto è uno stanziamento fisso, deciso anno per anno, che servirà a ripagare i cittadini vittime del sistema sanitario. Entro dicembre, su disposizione della stessa Regione Emilia Romagna, ogni struttura sanitaria pubblica dovrà passare al nuovo sistema.
La ragione? Il risparmio, visto che i costi per pagare le polizze e la franchigia dovuta nelle pratiche che arrivano a conclusione, è di gran lunga superiore ai risarcimenti.
Anche negli ospedali funziona il vecchio adagio “Chi fa da sè fa per tre”. Dopo anni in cui le assicurazioni hanno incassato lauti premi, pagato con parsimonia i risarcimenti più bassi e lasciando indietro quelli più costosi, ecco che le Regioni hanno cominciato a chiedersi se non fosse il caso di tornare al vecchio sistema. Dopo Toscana e Lombardia, ma anche la Puglia sta bruciando i tempi su questa strada, anche a cavallo del Po hanno cominciato a stringere sui conti. Il risultato? Un progetto sperimentale partito nel 2013 adottato dall’Ausl unica della Romagna, dal S.Orsola a Bologna, e dall’arciospedale S.Maria Nuova di Reggio a cui nel 2014 si è aggiunta Imola.
I conti? Presto fatti. Nel biennio la Regione ha risparmiati 20 milioni all’anno nella differenza tra ciò che si sarebbe dovuto pagare alle assicurazione e la quota parte nelle franchigie. In totale fa 40 milioni.
Di qui la decisione immediata di allargare i confini del risarcimento diretto ai pazienti, saltando i broker, gli intermediari. Risparmi importanti anche sulle spese legali, ogni volta che sia possibile. In estrema sintesi la cifra risparmiata è il quadruplo di quello che è stato messo a bilancio per tagliare le liste d’attesa.
E a Modena? Analogo con modifica: su 3,5 milioni pagati quest’anno di premio all’assicurazione, la Am Trust che è stata selezionata dal Consorzio Aven, il risparmio immediato è di circa la metà.
«Dal 28 novembre ci muoveremo per conto nostro, i conti e la fattibilità finanziaria sono già determinati - spiega Giorgio Bertacchini, responsabile legale del Policlinico per le questioni assicurative - La scelta fatta dalla regione è ottima; da tempo auspicavo una scelta di questo tipo. Solo per restare al Policlinico, nell’ultimo decennio sono stati pagati 24,4 milioni di premi più 6,3 di risarcimenti. Ma attenzione, partivamo da una base di cause legali che era molto inferiore, 70 all’anno e con premi annuali da 2 milioni, calcolati su quei numeri. Da allora si sono moltiplicate le richieste di risarcimento, nel 2015 andiamo ben oltre il centinaio, e così pure l’entità degli indennizzi, anche perchè quasi tutti arrivano con un avvocato che minaccia la causa legale. Ma mettiamo da parte le medie decennali e guardiamo allo scenario di oggi. Sui 3,5 milioni che paghiamo quest’anno, il 22% se ne va in tasse per l’Iva, l’8% circa per l’intermediazione. Chi vince la gara poi è spesso un’assicurazione straniera, che non ha strutture sul posto. Perciò bisogna aggiungere un’altro 10% per il liquidatore che a sua volta ha bisogno dei periti e così via. Dunque la metà di ciò che spendiamo se ne va in spese inutili: 1,7 milioni. Molto vicino a 1,9 milioni pagati come nostra quota di competenza».
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