Soccorsi chiamati dopo un’ora
Neonato morto: la mamma non ha avvisato subito il 118 ma ha atteso il marito
Quel neonato di ventotto settimane è nato morto oppure vivo. E se era vivo e poi è morto, cosa ha causato il decesso? La risposta a questi quesiti potrà venire solamente dall’autopsia, da un approfondito esame autoptico sul quel corpicino recuperato sopra a un letto in via Tamburini, tra un bagno di sangue, il sangue della mamma ormai in fin di vita a causa dell’emorragia.
Il pubblico ministero Niccolini ha ieri conferito l’incarico alla Medicina legale modenese affinchè si proceda con gli esami. Per avere un quando completo e fornire pertanto una relazione dettagliata su tutti gli aspetti verificati ci vorrà più di un mese. Ma già in questi giorni, massimo lunedì per via della presenza del week end, si potrà conoscere l’aspetto forse più importante ai fini dell’inchiesta, cioè se il neonato abbia respirato. Se abbia emesso il primo vagito venendo alla luce, riempiendo così d’aria i polmoni, attivando dunque il suo apparato respiratorio. La constatazione della presenza di aria nei polmoni stabilisce dunque che il neonato è nato vivo. Ma gli esami della medicina legale saranno completi: dovranno stabilire se quel corpicino ha subìto dei traumi, se ci sono ecchimosi oppure delle lesioni interne causate da colpi o quant’altro. E inoltre si provvederà con l’esame tossicologico, al fine di rilevare la presenza o meno di sostanze che possano aver provocato, indotto un aborto. Ci vorrà ancora un po’ di tempo poi la magistratura deciderà quali provvedimenti adottare nei confronti dei genitori del neonato morto in casa, i quali, durante gli interrogatori della polizia hanno entrambi dichiarato di non essere affatto a conoscenza che fosse in atto una gravidanza. Una seconda gravidanza, dopo quella appena felicemente conclusa, circa undici mesi prima, dalla mamma africana. La 27enne, mercoledì pomeriggio, ha raccontato alla polizia di aver accusato un forte dolore all’addome, di essersi messa sul letto e di lì a poco di aver partorito il piccolo, nato già morto. La donna non ha chiamato subito i soccorsi, nonostante accusasse una fortissima emorragia, ma ha aspettato il rientro a casa del marito, giunto in via Tamburini mezzora dopo o forse più. Il marito, medico, ha subito chiamato i soccorsi, salvandola dall’emorragia. (s.to)
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