Gazzetta di Modena

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Casi eclatanti e riservati

Un solo chirurgo è costato più di un milione e mezzo

I conti sono spietati. Quando si vanno a vedere ad una ad una le cifre spese dal 2008 a oggi per le assicurazioni sanitarie, ci si trova di fronte a sorprese infinite. E lo stesso vale per quello...

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I conti sono spietati. Quando si vanno a vedere ad una ad una le cifre spese dal 2008 a oggi per le assicurazioni sanitarie, ci si trova di fronte a sorprese infinite.

E lo stesso vale per quello che riguarda alcuni primari che hanno accumulato decine di richieste di indennizzo da parte di pazienti danneggiati. Nella stragrande maggioranza di casi, alla vigilia del processo o subito dopo la prima udienza, l’assicurazione ha fatto un’offerta idonea che è stata accettata e la vicenda è stata chiusa con discrezione. Altre volte invece le richieste rimangono a galleggiare per anni, tra istanze legali e perizie, sino a che il caso non esplode sui giornali, si parla di malasanità e si finisce in risse verbali.

Come ogni ospedale che tutela il suo buon nome, e quello dei 550 medici che ci lavorano ogni giorno, anche il Policlinico preferisce non dare pubblicità su quanto deve pagare per rimediare agli errori di chi va per conto suo e poi spedisce il conto agli altri. È il caso del chirurgo Giancarlo De Bernardinis , specialista in “chirugia endocrina e mammaria, dell'apparato digerente e dell'obesità” com’è scritto nel suo sito internet. «Finora per i risarcimenti abbiamo dovuto versare più di un milione e mezzo di euro e ci sono ancora cause legali in corso» ammette a malincuore Bertacchini.

Dalla sua scrivania passano tutte le pratiche che poi finiscono in mano alle assicurazioni e al Comitato Valutazione Sinistri del Policlinico.

Quando gli si chiede chi sono i medici al vertice delle richieste di risarcimento si chiude a riccio. Per De Bernardinis fa un’eccezione perchè è fuori dall’ospedale da anni e perchè dagl inizi degli anni Duemila sino ai processi a Modena, in un caso anche con condanna a sei mesi, la direzione dell’ospedale gli contestava l’uso di una tecnica ormai fuori prassi per il trattamento dei grandi obesi. In un caso, per Mario Innocente, gli fu tolta tutta la parete addominale, con danni a catena. Rischiava la vita ogni giorno, anche se aveva poco più di 50 anni, per come era ridotto: ottenne poco più di 300 mila euro ed è morto quattro anni dopo. Stesso discorso per la vicenda di Cardiologia con la dottoressa Modena: 100 mila euro di risarcimento per danni gravissimi ad A.V. E ancora: un ex dipendente ospedaliero, operato dopo un piccolo incidente in biciletta, è stato risarcito per più di 40 mila euro: hanno dovuto rioperarlo per i danni creati nel primo intervento chirurgico. Sempre eccezioni, sui 30 mila pazienti all’anno, che però pesano sia sull’immagine che sulle casse del Policlinico, l’ospedale più scelto dai modenesi. (s.c.)

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