Il blog dei delusi Pd: «Costantini vuole liquidare il Comune»
Spilamberto. Il gruppo punta il dito contro il sindaco: «Nessuno pensi alla fusione senza prima il referendum»
SPILAMBERTO. «Spilamberto frazione di Vignola? Anche no!». O, in ogni caso, ci vorrà un referendum. Con questo post, pubblicato sul blog di politica locale Condividere Spilamberto (che fa capo al gruppo CittadinanzAttiva presieduto dal professor Omer Bonezzi e che raccoglie molti tra i delusi dall’amministrazione Pd), arriva un altro no all'ipotesi di fusione tra Comuni, una questione che sta animando il dibattito politico .
Al momento la giunta dell'Unione ha deliberato uno studio, affidato a Nomisma per 30 mila euro (di cui 20 mila sono contributi regionali), per verificare se sia conveniente fare una fusione tra Comuni anziché un’Unione e, nel caso, quali sarebbero le fusioni ottimali.
Vista la contiguità territoriale tra Vignola e Spilamberto e visto che il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, è stato tra i maggiori promotori di questo studio, il blog Condividere Spilamberto mette le mani avanti per esprimere il suo no alla fusione.
E scrive: «Attenzione, sul piano amministrativo/burocratico non viene dato l’avvio a un processo di studio per decidere se fare o meno la fusione, ma viene dato l’avvio a un studio per fare la fusione dei Comuni dell’Unione. Ci racconteranno che non è stato deciso nulla e che quello proposto è solo uno studio per decidere cosa fare, poi ci diranno che serve per capire lo stato di salute dell’Unione. Vero è che è stato chiesto il finanziamento e gli atti sostanziali parlano chiaro, non per uno studio sull’Unione ma per uno studio per unificare i comuni. Lo studio di fattibilità - rileva Condividere Spilamberto - lo fa chi vuole unificare i comuni. Perché mai altrimenti si dovrebbero spendere 30 mila euro? Ci ricordiamo di come è finta la vicenda dell’archivio storico comunale di Spilamberto? Si diceva in campagna elettorale che, dopo le elezioni, si sarebbe presa, sulla destinazione dell’archivio, una decisione insieme con i cittadini. La gente è stata contraria, lo ha detto, ma l’archivio è a Vignola. Le ragioni politiche per cui vogliono l’unificazione dei Comuni non sono state esplicitate in nessuna sede istituzionale. Per cui appare sempre più credibile che le ragioni siano di carattere personale e di partito. Il 27 luglio con una delibera si è di fatto avviato il processo di chiusura del Comune di Spilamberto. I consiglieri comunali di maggioranza sono saliti su un bob con una pista e una destinazione obbligata. Non ci fidiamo più e i cittadini devono essere informati correttamente per potere decidere col referendum se chiudere o meno il Comune».
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