L’autopsia a Modena: il neonato era già morto
Non è stata trovata aria nei polmoni del piccolo di 28 settimane, partorito dalla madre inconsapevole. Per la coppia cade così l’ipotesi dell’infanticidio
MODENA. Il bambino è nato morto. È questo uno dei primi, fondamentali, responsi forniti dall’autopsia che è stata effettuata sul corpicino del neonato. Da quanto si è appreso in ambienti investigativi i polmoni del piccolino di sei-sette mesi non presentavano aria: non c’era stato pertanto il primo vagito con il conseguente ingresso d’aria a mettere in funzione l’intero apparato respiratorio. Dunque niente vita. Il caso di via Tamburini, con la mamma in preda ad una terribile emorragia, il corpicino sul letto, il marito che giunge a casa e che, con il parto già avvenuto da un’ora, mette in moto i soccorsi salvando così la moglie dal dissanguamento, altro non sarebbe che un dramma familiare nato da un aborto spontaneo. Una triste fine di una gravidanza che, fra l’altro, nè la mamma nè il papà hanno mai dichiarato di conoscerne l’esistenza.
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L'inchiesta frena. È un primo responso che, per quanto riguarda l’inchiesta, apre a scenari più rosei per quel che riguarda la posizione della coppia o dei singoli genitori.Il fatto che il bimbo sia nato già morto porterebbe infatti ad escludere il reato di infanticidio, l’omicidio volontario. E ancora, se tutti gli ulteriori elementi scaturiti dall’autopsia rivelassero che il decesso è avvenuto in modo del tutto naturale, non provocato da qualcuno o qualcosa, allora sarebbe proprio un aborto naturale, spontaneo. E questo “verdetto” porterebbe quasi con certezza a ritenere chiuso il caso.
Altri esami. Ma ci vorrà del tempo. Perchè la Medicina legale sta effettuando anche tutti gli esami accessori, quelli tossicologici specifici per verificare se siamo in presenza di un aborto indotto, favorito ad esempio dall’uso di farmaci abortivi o di sostanze simili. E ancora gli esperti della Medicina legale dovranno anche riscontrare se il neonato ha subìto traumi e lesioni interne. Per questi esami, come detto, i tempi saranno piuttosto lunghi.
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La “prova” invece dell’aria nei polmoni, quella invece si evidenzia in tempi più brevi. E in quei polmoni di aria non c’e n’era. Nel frattempo la procura ha già dato il nulla osta alla sepoltura del piccolo, nato di 28 settimane. Nessun indagato sinora. La vicenda mercoledì scorso, quando verso le 19.30 arrivò una chiamata di soccorso da via Tamburini: un uomo, un africano medico in forza all’Ausl, chiedeva aiuto per la moglie che era in preda ad una forte emorragia. Disse anche che sul letto si trovava un neonato morto. L’uomo disse alla polizia di essere entrato in casa dopo il lavoro e di aver trovato sua moglie in fin di vita.
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Madre in Rianimazione. La donna, ricoverata in Rianimazione e poi in Ginecologia, spiegò alla polizia di aver accusato un malore, un forte dolore all’addome. Non ha saputo di essere incinta, così come non lo sapeva suo marito, se non quando ha partorito quel corpicino, nato già morto. Siamo dunque in presenza di una gravidanza sconosciuta alla mamma che aveva avuto un piccolo solo undici mesi prima. Ciclo mestruale assente per qualche mese e irregolare, probabile sia rimasta incinta in questo frangente, pancione, sintomi pressochè assenti: può capitare di non sentire nulla ed è capitato. Probabile pure che il piccolino fosse già morto prima anche del travaglio.
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