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Canile, in tre mesi gli abbandoni aumentati del 20%

di Serena Arbizzi
Canile, in tre mesi gli abbandoni aumentati del 20%

Parla Raffaella Benedusi della struttura di San Marino: «I proprietari ci portano gli animali che non vogliono più»

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Aumentano gli abbandoni dei cani, prevalentemente di taglia medio grande; non si tratta tanto di animali lasciati per le strade, quanto di proprietari che portano gli animali al canile perchè non li vogliono più tenere. È questo il dato registrato dai gestori del canile di via Bertuzza da giugno ad agosto di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2014.

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Il fenomeno è dovuto a varie ragioni. Molte volte chi prende un cane grande si accorge solo dopo di quanto sia difficile prendersene cura e, una volta che si avvicinano le vacanze, non è semplice trovare strutture alberghiere disponibili ad ospitarli.

«Se sul fronte dell’abbandono dei cani di proprietà si è verificato un aumento del 20% nei mesi estivi rispetto alla stessa stagione dello scorso anno – commenta Raffaella Benedusi, volontaria del canile – abbiamo riscontrato che i cani lasciati in strada sono invece nella stessa percentuale. Quando qualcuno acquista un cane di grossa taglia infatti non sempre si rende conto dell’impegno che comporta. Ancora, quest’anno sono arrivate da noi due cucciolate che siamo fortunatamente riusciti a sistemare, ad eccezione della mamma, che deve ancora trovare una collocazione e di un paio di cuccioli. Riscontriamo poi l’espandersi del fenomeno delle staffette: alcune persone che trasportano dal sud al nord e vendono i cani agli acquirenti facendosi pagare il prezzo del viaggio. In particolare, è successo che una signora abbia acquistato una cucciola per 50 euro tramite questo metodo della staffetta: il cane dopo poche ore è stato ritrovato dalla donna in un lago di sangue perché accusava una grave forma di gastroenterite. La signora ha affidato a noi il cane perché non aveva la disponibilità economica per garantire le cure e così abbiamo provveduto a medicarlo. Fatti di questo tipo si verificano perché al sud non viene praticata abitualmente la sterilizzazione». Arrivano quindi persone che approfittano delle cucciolate abbondanti per portare al nord i cani e lucrare sul prezzo del viaggio.

Tra i vari progetti del canile, che conta 140 animali accuditi da una trentina di volontari, c’è la realizzazione di nuovi box per ospitare i cani. «Inoltre, abbiamo in cantiere nuove cene di finanziamento delle nostre attività» conclude Benedusi.

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