Diocesi di Modena in lutto per la scomparsa di don Venturelli
Si è spento a 86 anni nella Casa del clero di Cognento a Modena. Ha assunto carichi di rilievo nella Curia
MODENA E' lutto in Diocesi per la scomparsa di don Eligio Venturelli, spentosi sabato all'età di 86 anni nella Casa del Clero di Cognento. I funerali si svolgeranno oggi alle 16 presso la chiesa parrocchiale di San Dalmazio (Serramazzoni), di dov'era originario.
Nato il 28 ottobre del 1928 e ordinato sacerdote il 24 giugno 1951, don Eligio ha ricoperto incarichi di rilievo in Curia, diventando anche presidente della Fondazione Auxilium, prezioso istituto assistenziale di cui per oltre 50 anni fu il principale motore, responsabile tra l'altro della storica mensa di via Leodoino, sotto alla Ghirlandina (che ha riaperto nel novembre 2014 in spazi completamente rinnovati sotto la guida di Lorenzo Selmi, attuale presidente di Auxilium), così come della gestione delle colonie di Gaiato (Pavullo) e Pinarella, sulla riviera romagnola, in cui hanno trascorso le vacanze generazioni e generazioni di bambini.
Ma don Eligio è stato anche un costante punto di riferimento per il mondo dell'arte modenese, visto che è stato dal 1990 assistente ecclesiastico per l'Unione degli Artisti Cattolici e per molti anni responsabile del Comitato per la Messa degli Artisti, molto attivo con le iniziative sotto la sua guida. Nonostante fosse da tempo in pensione, formalmente era ancora rettore della chiesa del Paradisino, dove è stato attivo organizzatore degli spazi mostra dedicati agli artisti. Ma nel suo passato c'è stata anche un'importante esperienza missionaria in Brasile, così come va ricordata la sua presenza nella primissima redazione del settimanale diocesano Nostro Tempo: quando il 28 settembre 1957 uscì il primo numero, c'era la sua firma accanto a quelle di Nelio Bertazzoni (direttore), don Giovanni Castagna e don Antonio Leonelli. Don Eligio, sempre tramite Auxilium, è stato anche responsabile del Seminario di Fiumalbo, dove ha ospitato campi scuola e iniziative culturali fino al 2007, quando la struttura è stata chiusa, rimanendo così fino a questi giorni in cui la si sta riadattando per ospitare i bambini di elementari e medie nel periodo di demolizione e ricostruzione della vecchia scuola di via del Prato. La sua figura mancherà molto, dalla città all'Appennino.
Daniele Montanari
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