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Isabella Colucci, “cacciatrice” di sguardi

Isabella Colucci, “cacciatrice” di sguardi

Una foto una storia ospita oggi una fotografa. Il racconto di una doppia passione: per Modena e la sua gente e per la fotografia

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«Ho tante terre, Modena è quella in cui vivo con la mia famiglia. Amo questa città piena di angoli nascosti, fotografarla è il modo migliore per scoprirla e rendere merito alla sua bellezza». Isabella Colucci, classe 1964, un mestiere che non c'entra nulla con la sua passione per la fotografia, capelli biondi cortissimi e occhi chiari, che sanno guardare in modo diverso, come le sue fotografie.

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Pugliese e con mamma francese, Isabella dopo aver vissuto a Bologna, è arrivata a Modena e si è innamorata del suo centro storico. «Quando vado in giro a fotografare è la parte della città che mi attrae di più», confessa Isabella, mostrando diversi scatti che restituiscono una Modena intima, svelata attraverso i volti della sua gente e angoli di passaggio che meriterebbero più attenzione. «Quello che mi interessa non è tanto il paesaggio urbano, ma l'interazione delle persone in un dato ambiente. Una delle mie prime foto scattate per strada, ritrae il volto di una signora anziana attraverso il vetro di un bar, ho ancora negli occhi quello sguardo».

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Isabella insieme all'amico fotografo Dante Farricella, ha fondato l'associazione A different eye, «per uno sguardo diverso sul mondo - racconta Colucci - Noi pensiamo che la fotografia possa rivestire un ruolo sociale, di informazione, di narrazione della realtà attraverso lo sguardo di chi è attento ai cambiamenti. Noi pensiamo che l'arte, la fotografia in particolare, possa essere interprete privilegiata dei cambiamenti. Ci occupiamo di immortalare eventi e situazioni a Modena e dintorni di cui normalmente ci si occupa poco, ad esempio lo scorso maggio abbiamo fatto una mostra alla Tenda dedicata al Villaggio artigiano di Modena Ovest. Ci concentriamo sulle persone, sugli occhi della gente e utilizziamo i social network per diffondere la nostra idea di fotografia».

Recente produzione di A different eye è la rivista elettronica semestrale Going Artist, che ad ogni numero presenta sei artisti, ciascuno con un progetto: due fotografi, due artisti visuali, un fumettista e uno special guest. Nel primo numero troviamo come special guest la giornalista fotografa Annalisa Vandelli, le due pittrici Enrica Berselli e Stella Stefania Gagliano, la fumettista Elena Guidolin e i fotografi esponenti di A different eye, Colucci e Farricella. «Il modo "incosciente" con cui ho iniziato a scattare tanti anni fa, ha segnato il mio approccio, il mio intimo sguardo sulle cose», conclude Isabella che dal 2009 non gira mai senza macchina fotografica, il suo mezzo preferito per interfacciarsi con ciò che la circonda. «Il soggetto umano è una presenza imprescindibile nei miei scatti. I volti degli anziani e delle donne catturano più di tutto la mia attenzione, la loro espressività è unica e racconta tanto del mondo».

Laura Solieri

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