Gazzetta di Modena

Modena

modena

Ottani: «Racconto volti e storie di un esodo epocale»

di Gabriele Bassanetti
Ottani: «Racconto volti e storie di un esodo epocale»

Luigi, fotografo di Formigine, in viaggio sul confine greco-macedone per documentare la migrazione dai paesi in guerra: «Dramma senza precedenti»

3 MINUTI DI LETTURA





FORMIGINE. «Loro camminano. Per continuare a vivere. Con la determinazione di chi sa di arrivare». Sono parole di Roberta Biagiarelli, giornalista, scrittrice, inviata free lance che in questo momento si trova in Macedonia insieme al fotografo formiginese Luigi Ottani.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.11984944:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/08/25/fotogalleria/il-viaggio-sul-confine-greco-macedone-di-luigi-ottani-1.11984944]]

Proprio su quel confine con la Grecia che in questi giorni è al centro delle cronache con l'ennesima storia di immigrazione. Ottani è sul posto e racconta con le sue foto e con le sue parole quello che, dice, «non è un problema di oggi e non è semplice immigrazione. Parliamo di un vero e proprio esodo, affrontato con tenacia e dignità. E non parliamo solo di intolleranza e ordine pubblico, prevalgono invece le storie di solidarietà e di comprensione».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.11981551:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.11981551:1650001552/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Luigi Ottani si è trovato in Macedonia quasi per caso. «Con Roberta avevamo programmato un viaggio in Serbia, per una serie di articoli dedicati in particolare ai cecchini. Un lavoro che avevamo concepito da un po' di tempo. Ma mentre eravamo qui, sono arrivate le prime notizie dal confine greco-macedone e abbiamo voluto vedere di persona. Ci si è aperto un mondo fatto di tantissime storie e immagini con cui stiamo cercando di raccontare e lo faremo in modo più compiuto, una volta tornati in Italia». La situazione al momento è quella di una grande pressione di profughi in fuga dalle guerre africane al confine con la Macedonia.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.11981549:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.11981549:1650001551/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non è un caso e non è vero che si sono trovati davanti solo filo spinato e granate: «La Macedonia in realtà – spiega Ottani – ha aperto un corridoio per 72 ore: chi entra nel paese ha questo lasso di tempo per passare prima di essere fermato. Ci sono treni che partono per la Serbia, dove è stata invece organizzata l'accoglienza e ci sono campi profughi con tende e servizi. Al momento la Serbia è accogliente verso queste persone, la Macedonia ha raggiunto i suoi limiti e non ospita nuovi arrivi. Il problema si sposta invece verso il confine ungherese, dove è nato il muro e dove invece tante di queste persone vorrebbero transitare per entrare in Europa e nell'area Schengen.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.11981550:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.11981550:1650001552/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È vero che in questi giorni le migliaia di persone che premevano al confine macedone hanno determinato momenti di tensione con i militari. È vero che c'è il filo spinato ed è vero che c'è stata qualche esplosione. Purtroppo però solo queste situazioni limite, che sono poche, hanno attirato l'attenzione dei media, mentre l'esodo va avanti da tempo. Abbiamo parlato, conosciuto, fotografato molti di questi uomini e donne, trovando una dignità enorme. Camminano su questo confine, lungo questa linea ferroviaria in attesa di essere raccolti dal treno, con una forza e una determinazione incredibili. E incontrano non solo momenti di tensione ma tanta solidarietà dalla popolazione, sia greca che macedone. I varchi nel filo spinato spesso sono aperti apposta per lasciar passare questi profughi. Sono professionisti, gente che studiava in università, famiglie che avevano una posizione e che all'improvviso si sono trovate a dover scappare da tutto. Affrontano questo dramma con una dignità che ci ha lasciati stupefatti e che, con Roberta, cercheremo di raccontare nei dettagli per far capire come stanno realmente le cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google