Forgia, incudine e martello: fabbro di Pavullo ai campionati mondiali
Il pavullese Daniele Mazzini parteciperà alla sfida internazionale di arte fabbrile «Per me è un grande onore, mi confronterò con campioni da tutto il pianeta»
PAVULLO. È di Pavullo l'unico fabbro della provincia di Modena che parteciperà ai Campionati del mondo che si terranno dal 3 al 6 settembre a Stia (Arezzo) nell'ambito della Biennale Europea d'Arte Fabbrile che chiamerà a raccolta i migliori maestri della lavorazione a livello mondiale. Si chiama Daniele Mazzini, titolare dell'omonima Artistica fondata dal padre Emilio, che dal 1972 a Sant'Antonio rappresenta un'indiscussa eccellenza artigianale.
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Un mestiere portato avanti davvero come si faceva una volta ed è grazie a quest'arte che Daniele ha potuto presentare e vedere accolta per la seconda volta la sua candidatura per la più importante competizione di questo genere in Italia e a livello internazionale, come denota il livello della giuria, che è presieduta dal prof Antonio Natali (direttore della Galleria degli Uffizi) e composta da Achim Kühn (Germania), Brian Russels (Inghilterra), Daniel Miller (Stati Uniti), Karel Bures (Repubblica Ceca) e Ryszard Mazur (Polonia). Per Stia l'evento, giunto alla XXI edizione, è un orgoglio territoriale al punto da aver portato anche alla nascita di una scuola di forgiatura. Del resto non è uno spettacolo da poco vedere 12 forge accese per quattro giorni dalla mattina alla sera e 12 incudini dove i martelli plasmano di continuo il ferro incandescente guidati da mani esperte che danno corpo alla fantasia seguendo il tema scelto di volta in volta.
Nel 2013 era stato "Plasticità", quest'anno la sfida è su "Maschere e burattini", che devono nascere in 3 ore da una serie di materiali rigidamente scelti per natura e dimensione. Un compito non semplice, sia a livello mentale che fisico, con cui Mazzini si è già cimentato 2 anni fa insieme al collaboratore Mirko Coppi con risultati apprezzati; ora riaffronta la sfida con energia. «È un onore – osserva - partecipare a una gara in cui ti confronti con i più grandi maestri del settore, 180 due anni fa, provenienti anche da Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia, senza dimenticare la grande scuola europea rappresentata soprattutto da Austria, Repubblica Ceca e Italia, che anch'io cercherò di onorare al meglio». L'arte l'ha imparata a 14 anni e costantemente affinata di giorno in giorno in un laboratorio specializzato nella creazione di oggetti d'arredamento, pezzi da collezione e lavori artistici. «Sono orgoglioso di rappresentare il nostro territorio su questo palcoscenico, è un ulteriore stimolo a portare avanti una tradizione di famiglia iniziata nell'Ottocento, col mio bisnonno. Sul territorio si sta perdendo questo artigianato e dispiace perché è un patrimonio eccezionale».
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