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Carpi, le suore di clausura chiedono aiuto per il loro monastero

di Rino Filippin
Carpi, le suore di clausura chiedono aiuto per il loro monastero

Carpi. Un pieghevole per raccogliere fondi, ma il progetto è fermo Inagibili tutte le celle: le religiose dormono in una cucina

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CARPI. Un patrimonio storico di eccezionale bellezza e di grande valore che attende di essere restaurato dopo i danni causati dal sisma del 2012.

Siamo nel monastero delle Clarisse in corso Fanti. Difficile però rendersi conto delle condizioni in cui versa l’edificio fatto costruire nel 1490 da Camilla Pio. La facciata infatti, che dà sul corso, ha retto alle scosse del terremoto, mentre all’interno tutte le celle, il coro, il refettorio, la sala del Capitolo, i laboratori e la biblioteca sono ancora inagibili. Le suore di clausura guidate dalla Madre badessa suor Maria Letizia, vivono con grande dignità e pazienza una situazione che comporta loro tanti disagi. Basti pensare che all’indomani del sisma, dopo un breve periodo in cui sono state ospiti delle sorelle Cappuccine di Correggio, hanno traslocato nella foresteria del monastero dove tuttora vivono. La madre badessa ha il letto in cucina mentre le altre 5 condividono stanze comuni. Senza contare che un’altra suora rientrarà presto da Fanano dove sta svolgendo il periodo di noviziato e di conseguenza lo spazio si restringerà ulteriormente.

Non ci sono dunque solo la Cattedrale e San Nicolò, tra gli altri edifici religiosi, che attendono di essere ripristinati. Il progetto preliminare per il restauro risulta approvato in Regione, poi è arrivato il progetto esecutivo e qualcosa deve essersi inceppato visto che da allora nessun cantiere è stato aperto. La piena funzionalità dell’edificio dunque arriverà molto in là nel tempo visto che, secondo quanto appreso, per concludere i lavori serviranno almeno 2 anni. E tanti soldi: di cifre ufficiali per il ripristino non ne sono state fatte, ma si parla di una somma ben oltre il milione d’euro. Le Clarisse, che come noto vivono in regime di clausura, ci hanno provato a coinvolgere la città per raccogliere fondi da destinare al monastero. In un pieghevole a colori in cui si vede lo scempio fatto dal terremoto in vari angoli dell’edificio le suore scrivono: «Il costo della ristrutturazione è decisamente superiore alle nostre forze. Per questo, da Sorelle Povere, non possiamo far altro che affidarci alla Provvidenza del padre, che si concretizza nella generosità di chi vorrà aiutarci. Con fiducia e umiltà, siamo a chiedere a tutti voi il sostegno della preghiera e l’aiuto per poter iniziare i lavori». Un appello alla comunità carpigiana che notoriamente è molto affezionata alle Clarisse. Tantissimi chiedono udienza per avere conforto dalle parole sagge delle suore. E altre Sorelle potrebbero presto entrare nel monastero, quando sarà finalmente ristrutturato. La vita contemplativa, infatti, affascina sempre più giovani: nel monastero di clausura fondato da Camilla Pio hanno chiesto di entrare altre due ragazze.

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