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Divorzio alla modenese, cani e gatti diventano vittime delle separazioni

di Saverio Cioce
Divorzio alla modenese, cani e gatti diventano vittime delle separazioni

Quando manca l’accordo tra gli ex coniugi, gli animali non hanno certezze legali: l’unico posto sono le strutture

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Sempre più spesso, quando in un matrimonio s’inabissa nel divorzio, tra i naufraghi ci sono anche i componenti a quattro zampe della famiglia.

Cani e gatti si trovano, a loro insaputa, protagonisti di liti all’ultimo euro oppure orfani. Al momento di salutarsi nessuno dei due vuole affrontare il peso delle responsabilità per gestire gli amici pelosetti. Un guaio per tutti, comprensibilmente, anche se comprensibile perchè l’effetto immediato di un divorzio è la mancanza di tempo. Così le corse dal veterinario, la pulizia dell’animale e le passeggiatine diventano impegni a cui la persona tornata single non riesce a far fronte. Sui circa 1000 divorzi all’anno registrati a Modena e le 1500 separazioni, i cuccioli senza famiglia sono un fenomeno emergente. «In effetti - conferma l’avvocato matrimonialista Maria Grazia Scacchetti - nel nostro codice non c’è una destinazione per gli animali rifiutati da entrambi. Solo una sentenza pilota, del Tribunale di Milano, anticipa quella che è la scelta auspicabile anche da parte del Parlamento; in quel caso il criterio usato dai giudici è lo stesso usato per i figli, ovvero l’idoneità di chi li accudisce. A Modena, in mancanza di accordo, quando si arriva alla separazione giudiziale, i magistrati quando devono decidere sull’affido di cani e gatti si riferiscono al coniuge che è intestatario dell’animale per quanto riguarda l’anagrafe canina o quella felina».

E se invece di una contesa finita in affidamento ognuno dei due volta le spalle? Non ci sono altri rimedi che l’affido al canile o al gattile, in attesa che ci sia qualcuno che venga ad adottarlo. E questo anche se si tratta di cani di razza, molto costosi: dall’oggi al domani si ritrovano a carico della collettività modenese.

«I casi? Ce ne sono tanti - racconta la Scacchetti - ma alcuni sono veramente singolari. Il primo: dopo l’abbandono da parte della moglie, che se ne va di punto in bianco con la figlia piccola di sette mesi, l’ex marito trova il diario della moglie e scopre che la bimba è di un altro uomo. Al momento della separazione, quando la donna chiede la restituzione del gatto, l’ex marito chiede e ottiene di poter vede la bimba e il micio insieme, nei fine settimana e nelle altre occasioni. Secondo. Due coniugi di 60 e 65 anni si separano con due gatti a testa, i trovatelli li porta via lei, quelli di famiglia restano a casa quando lei fa le valigie. Alla fine lui ha pagato pur di poter tenere quelli che erano in casa da più tempo».

Dello stesso tenore gli aneddoti dell’avvocato Daniele Botti, anche lei specialista nelle separazioni: «Uno dei casi più curiosi - ricorda - è stao quello di un divorzio in cui la loro schnauzer di razza era incinta al momento della separazione. Bene, hanno fatto un accordo in cui dopo il parto hanno tirato a sorte per tenere i cuccioli. Tutto finì per il meglio».

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