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Ha il femore rotto, nessuno se ne accorge

Ha il femore rotto, nessuno se ne accorge

Modena. La famiglia oggi presenterà denuncia: «Ritardi nella diagnosi e la struttura non ha dato alcuna spiegazione sull’incidente»

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MODENA. Ricoverata nella casa protetta Ramazzini, una donna di 88 anni si rompe il femore il sabato, ma viene ricoverata all'ospedale nel pomeriggio del lunedì successivo. Quello che è accaduto in quelle due giornate di dolori lei non può raccontarlo: è malata di Alzheimer. I familiari non hanno avuto spiegazioni neppure dai responsabili della struttura per anziani.

Per questo oggi, con il loro avvocato, la figlia e il nipote presenteranno una formale denuncia. Verrà richiesta anche una copia della cartella clinica della donna e ogni altra documentazione utile a chiarire il caso. Un caso che ha diverse zone d'ombra.

La frattura al femore, operata all'ospedale di Baggiovara, impedirà all'anziana camminare per il resto della vita: la riabilitazione, data l'età e la malattia, pare improponibile. Ma come se l'è procurata? Perché nessuno se n'è accorto, neppure una dottoressa che l'avrebbe visitata la domenica? Perché i familiari sono stati chiamati solo il lunedì con la motivazione che l'88enne “da sabato ha la febbre”?

I familiari sono preoccupati e indignati dalla mancanza di spiegazioni da parte della direzione della Ramazzini: «Ci hanno detto che non era caduta, ma aveva un braccio ferito e fasciato: chi i'ha curata per quelle escoriazioni e quando? Lei non è in grado di medicarsi», dice la figlia.

La caduta, d’altra parte, non è una ipotesi azzardata: l’anziana è affetta da una forma di Alzheimer detta “wandering”, che la porta a camminare di continuo avanti e indietro «e quella struttura non ha ambienti adatti a lei, come inutilmente abbiamo fatto notare in passato. Più volte - dice il nipote - l’abbiamo trovata a passaggiare in uno spazio ristretto, circondata da tavoli messi lì, evidentemente, per evitare il suo allontanamento».

Secondo la ricostruzione dei familiari, che sarà la base della denuncia, due sono stati i medici che hanno visitato la donna. Uno domenica, che non avrebbe riscontrato alcuna frattura, e uno lunedì - atteso per ore perché impegnato in ambulatorio - la cui visita era stata sollecitata dalla figlia dopo aver scoperto la frattura con un ampio ematoma sulla gamba. È stato il secondo medico a disporre l’immediato trasporto all’ospedale con una ambulanza.

«Possibile che il medico domenica non si sia accorto della frattura? La gamba di mia madre - racconta ancora la figlia - quando l'ho vista lunedì mattina era girata al contrario. E se non se l’è rotta sabato, quando è successo? Loro continuavano a dire che non era caduta, tanto che avevano provato anche a farla camminare. Non voglio pensare al dolore provato da mia madre... Non ce la faceva a stare in piedi e l’hanno dovuta rimettere a letto».

Ma l’elenco delle stranezze non finisce: «Quando siamo arrivati nella casa protetta ci hanno assicurato che la pressione era a posto. Lo hanno detto anche a quelli del 118 arrivati nel pomeriggio per portarla a Baggiovara: quando è stata caricata sull'ambulanza aveva la massima a 195 e la minima a 100. Eppure tutti nella struttura continuavano a ripetere che la pressione era ok...».

«Non siamo ancora venuti a sapere cosa sia successo realmente fra sabato e lunedì. Spero davvero che non sia caduta sabato, quando è sorto il problema della febbre. L’hanno tenuta a letto e fatta muovere due giorni con il femore fratturato? Siano arrabbiati anche perché ci hanno chiamati solo lunedì: potevano farlo già domenica. E quando abbiamo fatto notare, lunedì mattina, che mia madre aveva una gamba rotta, abbiamo dovuto aspettare altre sette ore prima del ricovero all’ospedale».

La figlia e il nipote vogliono andare fino in fondo e per questo oggi passeranno alle vie legali: «Sto attendendo di avere anche il quadro completo dell’attuale situazione di mia nonna. Vogliamo fare il possibile per chiarire ogni passaggio. Vogliamo sapere la verità e se è stato fatto tutto il possibile per evitare il dolore che ha dovuto sopportare una donna di 88 anni malata».

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