In Parlamento vari progetti: «Fate come per i figli»
Come riempire il buco normativo sull’affidamento degli animali domestici in caso di separazione dei coniugi? Il problema sino a oggi non ha avuto soluzioni e le sentenze registrate in giro per l’Itali...
Come riempire il buco normativo sull’affidamento degli animali domestici in caso di separazione dei coniugi?
Il problema sino a oggi non ha avuto soluzioni e le sentenze registrate in giro per l’Italia sono ispirate al buon senso. Nel limbo delle discussioni parlamentari sono ferme varie proposte tra cui ne spicca una del 2013 che mira a integrare il Codice Civile con nuovi commi all’articolo 455.
per quest’ultimo la proposta prevede che il Tribunale, in mancanza di accordo, affidi l’animale o in via esclusiva ad uno dei coniugi che garantisce il miglior benessere. Oppure, se c’è «volontà e opportunità per il benessere dell’animale», si prevede l’affido condiviso con l’obbligo di dividere le spese. Precisa anche che la proprietà dell’animale è «il solo criterio orientativo del giudice» che deve decidere «quale sia la persona che meglio può garantirne il benessere, e sempre che non risulti che l’animale ha avuto un esclusivo rapporto con chi ne risulta proprietario».
Insomma, la scelta è quasi come per i figli.
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