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L’amianto del sisma sarà una montagna

di Francesco Dondi
L’amianto del sisma sarà una montagna

Mirandola. Alla Rieco creata una cella ad hoc: ospiterà per anni le cinquemila tonnellate che saranno ricoperte di terra

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MIRANDOLA. Appena la Regione affiderà l’incarico per lo smaltimento e il trasporto delle oltre 5mila tonnellate di macerie conteneti amianto, scatterà la più imponente bonifica che la Bassa ricordi. Tutto sarà prima messo in sicurezza negli oltre 100 siti individuati dal bando della struttura commissariale per poi venire caricato e finire nella discarica della Rieco in via Belvedere, a Mirandola. Una struttura privata, di proprietà di Claudio Reggiani, che venne costruita con un’area già programmata per accogliere l’eternit proprio in vista della scontata bonifiche di cui si parla da anni e che si rincorrevano fin dal divieto di utilizzare amianto nelle nuove costruzioni. Lo stoccaggio diventerà una sorta di montagna di amianto perché tutto il materiale trasferito nella struttura sarà ricoperto di terrà e si svilupperà verso l’alto.

«Abbiamo una cella dedicata - spiega l’ingegnere Paolo Pozzetti - Era prevista fin dall’autorizzazione che ci diede la Provincia quando chiedemmo di poter realizzare l’impianto di via Belvedere. Nei piani avremmo dovuto essere al servizio di tutta l’area modenese e di parte della regione Emilia Romagna, ma non oltre. Ora siamo pronti ad accogliere l’eternit del terremoto».

La strategia operativa viene illustrata in tutti i suoi aspetti. «Per ogni sito individuato dal bando di gara servirà un piano di smaltimento autorizzato dall’Ausl. Per le lastre ci sarà un trattamento con una speciale colla vinilica sul posto, verranno poi impacchettate e caricate su pallets per essere trasportate, ormai in sicurezza, a Mirandola. Per le macerie contenenti polveri d’amianto si procederà invece con i sacchi, che a loro volta - sigillati - arriveranno da noi dove saranno catalogati come del resto tutto il materiale in entrata. I carichi saranno depositati in una cella già scavata nel terreno, pronta e completamente isolata grazie ai teli Hdpe, che garantiscono una lunghissima tenuta. Quando macerie e amianto saranno in via Belvedere si procederà poi a coprirli anche sulla parte superiore con altri teli impermeabili. Alla fine i rifiuti, che verranno posizionati in verticiale, saranno isolati con della terra. Si avrà di fatto una sorta di sarcofago che monitoreremo per almeno 30 anni proprio per garantire la totale sicurezza. L’amianto se non viene movimentato non dà problemi».

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