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Bimbo di due anni muore dopo avere ingerito brillantante per lavastoviglie

Bimbo di due anni muore dopo avere ingerito brillantante per lavastoviglie

Il piccolo aveva bevuto qualche sorso del liquido nel bar dei nonni a San Martino in Rio. L'ospedale: "Improvvise complicanze cardiache"

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SAN MARTINO IN RIO. Morire a due anni, per avere accidentalmente ingerito un liquido per lavastoviglie. E' l'immane tragedia accaduta tra San Martino in Rio e Reggio Emilia, dove ha perso la vita il piccolo Carlo Russo.I genitori abitano in via Bligny a Reggio Emilia.

Un breve comunicato dalla direzione dell’ospedale Santa Maria Nuova, ieri mattina, ha raggelato e gettato nel dramma un paese. «A seguito di improvvise complicanze cardiache insorte nella giornata di ieri (giovedì ndr.) e irreversibilmente peggiorate nella notte, questa mattina è avvenuto nella Rianimazione il decesso del bambino di due anni giunto nella serata di mercoledì 25 al Pronto Soccorso dopo avere ingerito una dose di prodotto liquido caustico per lavastoviglie». Il piccolo Carlo Russo, un bambino vivace e allegro di appena due anni e mezzo, è volato in cielo così, senza riprendere conoscenza, dopo che nella giornata di giovedì era stato sottoposto a gastroscopia, ed era stato sedato e tenuto sotto controllo collegato a macchine per la respirazione. Poi i medici avevano quasi tranquillizzato il padre Antonio Russo e la mamma Giusy - che erano tornati al lavoro nel loro bar di via dell’Artigianato, a San Martino in Rio - confermando agli amici e ai giornalisti che il piccolo Carlo era ormai «fuori pericolo». Un equivoco o forse una incomprensione con i medici che parlavano delle “condizioni stabili” del bambino ma mantenevano riservata la prognosi.

E quanto è successo nelle ore successive, tra la serata di giovedì e le prime ore di ieri, ha quasi dell’incredibile, anche se non improbabile, viste le condizioni del bimbo e la pericolosità del liquido ingerito, un detersivo per lavastoviglie particolarmente pericoloso e aggressivo. Tutto era iniziato la serata di mercoledì quando, intorno alle 20, mentre si trovava al bar “Black & White” insieme ai genitori, il piccolo - sfuggendo al loro controllo - ha bevuto da un bicchiere che conteneva liquido per lavastoviglie lasciato inavvertitamente in un ripostiglio sotto il bancone.

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Subito il bambino ha cominciato a piangere, forse per il bruciore in bocca, e i genitori avevano avuto la prontezza di prenderlo per i piedi e, a testa in giù, lo hanno indotto a vomitare parte del liquido che il bimbo aveva ingoiato. Poi, in tutta fretta, lo hanno portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Reggio dove il piccolo Carlo è stato subito trasferito in terapia intensiva. Al momento dell’arrivo al Pronto soccorso, il bambino era cosciente e piangeva per i forti dolori addominali e quindi i medici hanno preferito sedarlo e collegarlo alle macchine per la respirazione per tenerlo sotto controllo.

Il padre Antonio, quindi, giovedì pomeriggio è tornato al lavoro a San Martino, confidando agli amici di un “lieve miglioramento” del bambino. Ma nel corso della serata di giovedì si sono manifestate prima delle complicanze respiratorie, poi delle aritmie cardiache. La situazione è andata irreversibilmente peggiorando fino al mattino, quando, poco dopo le 7, nonostante le disperate manovre rianimatorie messe in atto dai medici, il piccolo Carlo ha cessato di vivere.

Una notizia che ha sconvolto i genitori del bimbo, che abitano a Reggio, in via Bligny, 50 e che, dall’inizio dell’anno avevano preso in gestione il bar di via dell’Artigianato, percorrendo ogni giorno la strada di andata e ritorno da casa al posto di lavoro. Antonio Russo e Giusy Cataldo hanno altri due figli, più grandi di Carlo, ed avevano manifestato l’intenzione di trasferirsi a San Martino in Rio.

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La direzione dell’ospedale, porgendo “le più sentite condoglianze ai genitori” e ai familiari del bimbo, ha disposto il riscontro diagnostico per accertare le cause del decesso mentre i carabinieri della locale stazione hanno avviato gli accertamenti su quanto accaduto mercoledì sera, sentendo anche alcuni clienti che erano presenti al momento in cui il bimbo è stato male ed è stato soccorso dai genitori. Il pm di turno, il dottor Giacomo Forte, intanto, ha aperto un fascicolo sulla vicenda anche se, al momento, non risultano esserci indagati.  

FRANCO DALL'ASTA

 

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La scheda

Cosa contengono i liquidi per lavastoviglie? Ecco la composizione standard

  • Agenti ossidanti (normalmente agenti sbiancanti a base di ossigeno): sono presenti in una percentuale che va dal 15 al 40%.
  • Enzimi: possono esser presenti in una percentuale compresa tra zero e il 5%.
  • Coloranti e profumazione: ognuno in quantita inferiore all’1%.
  • Solfato di sodio: è impiegato come antiaddensante e come inerte a basso costo. Circa il 50 % della produzione di solfato di sodio anidro è destinata all’industria della detergenza. E’ presente in una percentuale che varia dallo zero al 40%.
  • TAED (Tetra Acetyl Ethylene Diamine): è un ‘attivatore’ degli agenti sbiancanti presenti nelle pastiglie per lavastoviglie. Senza questo ‘attivatore’, a temperature inferiori ai 50°C gli agenti sbiancanti non sarebbero attivi. Sono normalmente presenti tra lo 0 e il 5%, in base alla tipologia di prodotto.
  • Fosfonati (della famiglia dei sequestranti o chelanti): totalmente solubili in acqua (e fotodegradabili), servono ad evitare la formazione di calcare, diminuiscono la durezza dell’acqua permettendo ai tensioattivi di lavorare al meglio. La loro percentuale è normalmente inferiore al 5%.
  • Carbonato di sodio (sorgente di alcalinità, ovvero aumentano l’alcalinità dei prodotti per semplificare lo scioglimento dello sporco.): presente nella percentuale che varia tra lo 0 e il 35%.
  • Strutturanti (riducono gli effetti causati dalla durezza dell’acqua eliminando gli ioni di calcio e magnesio e aumentano l’efficacia del detergente): sono i Fosfati (presenti tra lo 0 e il 70%), i Policarbossilati (inferiori al 5%) e i Silicati Alcalini (presenti tra lo zero e il 15%).
  • Tensioattivi (utilizzati per modificare la tensione superficiale dell’acqua allo scopo di semplificare la pulizia): tensioattivi non ionici, presenti in una percentuale inferiore al 5%.

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