«Il mio Paradiso alla Biennale di Venezia»
Castelfranco. Il 22enne Gabriele Petrucci guida la cucina del blasonato ristorante: «Ragazzi, cercate la vostra passione»
CASTELFRANCO. È stata la grande passione per la cucina che ha portato Gabriele Petrucci, 22 anni, originario di Castelfranco, a diventare primo cuoco presso il rinomato ristorante “InParadiso” nei giardini all'interno della Biennale di Venezia.
Come è nata la tua passione per il cibo e la cucina?
«Ero un bambino. Andavo molto bene a scuola ma ho continuato a seguire la mia voglia e così ho deciso di iscrivermi all’istituto alberghiero di Casalecchio dove ho avuto una vera formazione professionale, che mi ha permesso di interfacciarmi con il mondo del lavoro. Durante quel periodo ho capito che la mia strada era la cucina».
Dopo il diploma cosa hai fatto?
«Siccome il mio più grande sogno futuro sarebbe quello di aprire un ristorante ho deciso di iscrivermi ad Economia aziendale ma dopo un anno sentivo che non era la mia strada. Studiavo e passavo gli esami ma non vedevo il mio futuro in quel settore, non avevo la stessa passione che ho invece quando cucino. Così ho deciso di prendere e partire per Venezia, ho sempre amato la cucina di pesce e quindi mi sembrava la città giusta».
Avevi già dei contatti?
«No sono partito all’avventura. Appena arrivato a Venezia ho pubblicato un paio di annunci su internet e mi hanno contattato subito. Ho lavorato prima tre mesi a Mestre ma non mi trovavo molto bene e così ho lasciato e poco dopo sono stato chiamato dal “InParadiso” dove ho iniziato l’anno scorso».
Che tipo di clientela avete?
«È un ristorante molto rinomato dove passano grandi personaggi dai tempi in cui nacque la Biennale quindi grandi artisti ma anche tantissimi turisti».
Ti è capitato di cucinare per qualche nome famoso?
«Ho cucinato per il sindaco di Parigi e per il presidente coreano ma in generale non tendo a fare distinzione fra le persone, io amo cucinare e lo faccio con ancora più piacere per quelle che hanno passione e amano mangiare bene».
Adesso sei primo cuoco...
«Sì, grazie a tanto impegno e volontà. Dirigo tre persone e ogni giorno è sempre una crescita. È molto stimolante».
Un piatto che consigliersi?
«Quest’anno abbiamo un filetto di orata con gazpacho al melone, davvero fresco e gustoso. In generale il nostro menù propone piatti abbastanza italiani in quanto il turista che viene a Venezia vuole gustare una cucina nazionale e oltre a quella abbiamo molte pietanze a base di pesce. Recentemente, in occasione dell’apertura del padiglione thailandese, abbiamo deciso di proporre anche diversi piatti fusion».
Che consiglio daresti ai tanti ragazzi che spesso, dopo il diploma, non hanno ancora chiaro il proprio futuro?
«Quello che noto è uno spaesamento generale appena si finisce la scuola superiore. Ma sapendo di dover fare un lavoro per 40 anni è assolutamente necessaria la passione, bisogna cercarla».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
