Ex Manifattura di Modena, terra di spaccio e bivacco
L’ala ancora da ristrutturare è meta di balordi di notte mentre di giorno è un via vai di malviventi. Controlli, blitz, denunce non hanno modificato sostanzialmente la situazione come può vedere chiunque si trovi a passare da quelle parti
MODENA. Ex Manifattura Tabacchi. C’è la parte nobile, quella ristrutturata, quella che si snoda sul lato destro del piazzale che sbuca su viale Monte Kosica, quelle già funzionale, che fa parlare le cronache per l’arte e per gli appartamenti costosi.
C’è la parte infernale, il lato sinistro. Non serve Caronte per entrarvi: una modesta catena, per i professionisti che della rottura delle catene fanno mestiere, era solo un fiocchetto, messo come per l’inaugurazione del loro nuovo territorio, ora ormai da tempo violato e, con costanza, abitato.
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RESTI DI CIBO E SPORCIZIA OVUNQUE. È all’interno di quegli spazi vuoti ma pieni di sporcizia e di resti di edilizia, tra polvere, plastica, materassi sventrati, siringhe, stagnole bruciacchiate per sniffare, bici rubate, tracce di cibo, vestiti strappati, mattoni, sbarre di ferro, sacchi di cemento e sacchetti di plastica, che il popolo della stazione, dell’ex scalo merci si è trasferito. Murati quei casermoni, i bivaccatori approdano di notte all’interno di quest’area dell’ex Manifattura ancora da sistemare. C’è posto per tutti di notte, per vecchi clienti e nuovi arrivi. È terra di nessuno. Di giorno invece è un ottimo luogo strategico per spacciare, per nascondere refurtiva, per venire a confezionare dosi, per vendere, per fare sosta per poi ripartire.
ANCHE UNA BASE PER SPACCIATORI. I malviventi sono collegati in linea d’aria (si spostano quasi sempre in bicicletta) con la stazione e con la zona dei Giardini ducali e dell’Accademia, in sostanza poi direttamente collegati con il mercato del centro. Ci sono i segni degli affari all’interno. In quella teoria di calcinacci e plastica, di rifiuti e oggetti abbandonati, scritte sui muri, tracce ovunque di bivacchi, chi ruba, chi deve nascondersi, che gestisce gli affari, può tranquillamente scomparirvi dentro per il tempo necessario e poi ritornale in giro, di nuovo “al lavoro”. Un via vai quotidiano che, nonostante un’estate con il fisiologico calo di clienti sul fronte droga, si è accentuato proprio in questi ultimi due mesi. E per questi motivi la polizia da tempo ha inserito l’area dell’ex manifattura tra le tappe del giro del controllo del territorio: mattina, pomeriggio e sera, quando arrivano segnalazioni, quando c’è “l’ora di punta”. E i controlli immancabilmente fanno centro, qualcuno viene preso e denunciato, un po’ di droga viene sequestrata, se si è fortunati la refurtiva, di solito oro o biciclette, viene recuperata.
LADRI E TOSSICI TRA I NUOVI INQUILINI. Chi sono questi nuovi inquilini dell’ex Manifattura? C’è di tutto, tossici e ladri italiani e stranieri, spacciatori maghrebini. Ieri pomeriggio un giovane tagliando è stato scoperto e portato in questura, aveva una bicicletta con ogni probabilità rubata, una tronchese e un po’ di hascisc. L’altra sera, ad esempio, durante un breve controllo è stato trovato uno straniero tossicodipendente con droga, che stava “tranquillamente” bivaccando. Le forze dell’ordine passano costantemente, gente che vi gravita fuori e dentro ce n’è sempre.
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