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Medico ospedaliero timbrava e andava via

Medico ospedaliero timbrava e andava via

Pavullo. Illazioni, denunce e inchiesta della finanza e dell’Ausl su un conosciuto professionista

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PAVULLO. Un medico di livello dirigenziale dell’ospedale di Pavullo che timbrava il cartellino o faceva figurare di essere presente in ospedale.

Ed invece era impegnato altrove, a quanto risulta in attività di passatempo o ad esercitare libera professione.

È sulla base di questa segnalazione che la Guardia di Finanza ha avviato nelle scorse settimane accertamenti di polizia giudiziaria a carico del professionista. Analoghi accertamenti, conseguentemente, sono stati avviati dall’Ausl. In questi giorni il personale che operava a contatto con il medico è stato convocato per interrogatori mirati ad accertare se nelle giornate nelle quali risultava presente o timbrato il medico fosse effettivamente attivo nel reparto dove lavorava.

Lavorava, perché ieri si è diffusa la voce che, per troncaresul nascere ogni ulteriore strascico, il medico in questione - in realtà molto conosciuto e stimato nella sua professione - abbia deciso di rassegnare le dimissioni.

Sussistendo però problematiche legate al “preavviso”, non è escluso che nel procedimento disciplinare che è stato impostato, non venga percorsa comunque la strada della sospensione. Questioni che verranno definite la prossima settimana, al rientro del professionista dalle ferie, al quale verrà ovviamente concesso di spiegare cosa stesse accadendo, dal momento che quando era arrivato in ospedale, alcuni anni fa, c’erano state da subito risposte e riscontri positivi, in termini numerici e di qualità.

La vicenda in questi giorni è stata mantenuta segreta. Sia perché sono ancora in corso le indagini di polizia giudiziaria per definire i contorni dell’eventuale reato, trattandosi di un medico che poteva godere comunque di una certa autonomia organizzativa. Resta tra l’altro da chiarire la circostanza investigativa per cui sarebbero stati utilizzati strumenti tecnici e finanzieri infiltrati come pazienti, per mappare passo passo i movimenti del dottore, da casa all’ospedale e poi alle destinazioni “diverse”. C’è chi parla di scampagnate, chi di ambulatori dove esercitava la libera professione, chi addirittura di viaggi.

Vicenda tenuta segreta anche per evitare nuovo discredito sull’ospedale, già al centro di vibranti polemiche non solo politiche. Vicenda tenuta segreta infine per la sua delicatezza, e perché in questi casi c’è sempre il timore di strumentalizzazioni, di un controproducente incrociarsi di vicende, denunce o vendette personali con la necessaria funzionalità del sistema sanitario, che non può per converso tollerare abusi.

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