Sassuolo, sequestra la moglie al bar e la minaccia di morte
L’ex marito da anni la perseguitava nonostante i provvedimenti del giudice. Prima l'aggressione al nuovo compagno con una bottiglia usata come arma, poi blitz degli agenti del Commissariato di Polizia e della Municipale per arrestarlo. Il protagonista è un marocchino di 40 anni che ha avuto due figli dalla donna. Aggressioni continue e violente
SASSUOLO. Un cittadino marocchino Z.R di 40 anni è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Sassuolo e della polizia municipale per atti persecutori nei confronti della moglie.
Diverse chiamate al 113 avevano denunciato il sequestro della donna all’interno di un bar. Il sequestratore la stava minacciando di morte nel caso fosse uscita. Immediatamente sul posto, vista la gravità della segnalazione, si sono portati congiuntamente sia gli operatori della polizia di Stato ed agenti della polizia municipale. L’uomo, con un blitz, è stato bloccato e condotto in commissariato.
CON UNA TESTATA RUPPE IL NASO ALLA MOGLIE. La ricostruzione della vicenda ha permesso di accertare che il 40enne da alcuni anni stava tenendo una condotta di “stalking” nei confronti della moglie con la quale si era separato. Una divisione che l’ex marito mal sopportava. Z.R aveva perciò iniziato a rendere la vita difficile alla donna ed in più occasioni, quando casualmente l’aveva incontrata per strada, non aveva esitato a picchiarla violentemente. Era accaduto anche a Modena e Formigine oltre ad uno sconcertante episodio sul treno quando le aveva rotto il naso con una testata. Era il gennaio 2014, una data spartiacque della loro storia. Dopo anni di violenza l’ex moglie, con la quale aveva avuto anche due figli, ha deciso di denunciare i fatti, ma nonostante i provvedimenti del giudice di non avvicinamento alla casa familiare e l’individuazione di una casa protetta da parte dei servzi sociali, l’uomo non ha esitato ha cercarla in continuazione fino all’incontro di lunedì, intorno all’ora di pranzo.
LA MINACCIA: "QUANDO ESCI TI AMMAZZO". Il marocchino la vede entrare in un bar di via Radici in Monte. Con lei c’è un altro uomo, il nuovo compagno al quale la donna si sta affezionando. La rabbia mista alla gelosia porta l’ex marito all’ennesimo impeto violento. Entra nel locale e da uno scaffale afferra una bottiglia che poi usa come arma contundente. Ne nasce una colluttazione con il rivale, interrotta dall’intromissione di altri clienti che cacciano il 40enne dal bar. Ma lui non se ne va, anzi. Inizia ad insultare la donna, rispolverando qualche usanza della terra d’origine per cui le femmine che tradiscono finiscono in carcere. «E appena esci dal bar ti ammazzo», urla. Gli agenti della polizia e della municipale intervengono: è un attimo e il marocchino è bloccato.
Dopo aver raccolto tutti gli elementi del caso e aver scoperto la lunga scia di violenze, gli agenti hanno tratto in arresto il rapitore, ora accusato di atti persecutori, in base a quanto disposto dalla normativa sul femminicidio. L’arresto è stato convalidato dal giudice e l’uomo è stato condotto in carcere. (fd)
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