«Ci porta qui l’amore per la F1»
Maranello. In visita ai diorami di Gasparini insieme ai fedelissimi delle Rosse
MARANELLO. A scuola di Formula Uno. Con questo spirito s’è svolta giovedì la visita guidata all’Auditorium Enzo Ferrari. I capelli bianchi e grigi di molti visitatori suggerivano che per loro è una passione nata molti anni fa. «Ricordo da Fangio in poi», ha garantito Ermelino Muzzioli. L’argentino Juan Manuel è stato il secondo a vincere il titolo piloti con la Rossa dopo Alberto Ascari. Era il 1956. La passione per la F1 è quella che ha condotto anche altri visitatori a prendere parte all’appuntamento. «Si impara molto - ha riconosciuto Daniele Rossi - la Formula Uno è l’unico sport che seguo». L’amore per la Rossa non è in discussione. «Siamo di Maranello - hanno detto Romano e Moreno - quindi si tifa Ferrari». Il primo non è d’accordo sul rinnovo di Raikkonen, il secondo vedrebbe al suo posto Perez o Verstappen. Pochi problemi per i visitatori stranieri. Merito di alcune studentesse universitarie che svolgono un tirocinio in Auditorium. Alice Bukovec parla inglese, francese, spagnolo, tedesco e croato. Hajar Kiyal arabo e inglese. Tra i visitatori c’è anche chi ha vissuto anni con la Rossa. «Se fossi giovane tornerei in Ferrari - ha garantito l’ex meccanico Felice Di Vito - è stata una bella esperienza. Mario Andretti era un pilota-meccanico. Jacky Ickx era più riservato. Raikkonen oggi è troppo freddo, prenderei Rosberg». C’era anche Giuliano Gasparini, l’ideatore dei diorami esposti con i memorabilia. «L’idea mi è venuta dal confronto del 1990 tra Senna e Prost, ho raccontato momenti importanti con effetti diversi dai tradizionali». (g.f.)
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