Gazzetta di Modena

Modena

Ferrari verso Wall Street ma quanto vale davvero?

Ferrari verso Wall Street ma quanto vale davvero?

Gli analisti di Bernstein ridimensionano la valutazione di 10 miliardi di euro ipotizzata da Marchionne, che ora si appresta a sostituire anche l’Ad Felisa

2 MINUTI DI LETTURA





Si stanno avvicinando le date dello scorporo dell’azienda Ferrari dal Gruppo Fiat Chrysler Automobiles che la controlla e della successiva quotazione alla Borsa di Wall Street della Casa di Maranello: ora al centro dell’attenzione sono le considerazioni che gli esperti finanziari stanno formulando sull’effettivo valore di Borsa della stessa Ferrari.

Il presidente Sergio Marchionne ha fissato in 10 miliardi di euro questo valore ma gli analisti finanziari di Bernstein hanno già avuto occasione di avanzare dubbi su questa valutazione dopo avere studiato la documentazione che è stata depositata in vista della quotazione in Borsa.

La società di broker si è espressa in termini prudenziali ritenendo senza dubbi generosa la valutazione di 10 miliardi di euro. Le considerazioni da parte di Bernstein si fondano sulla base di quattro fattori rilevanti che sono ritenuti limiti evidenti di Ferrari: la prima valutazione concerne i dati relativi alla crescita dei ricavi e delle vendite negli ultimi dieci anni; poi c’è la debolezza dei flussi di cassa, che lo scorso anno si sono attestati a quota 136 milioni di euro; ulteriore elemento è la non eccezionale consistenza della liquidità che deriva da merchandising e licensing e per finire assume un peso notevole la legislazione sulle emissioni di anidride carbonica, oltre all’autolimitazione delle vendite determinata dal blocco che l’azienda si è imposta per tutelare al massimo grado l’esclusività.

L’offerta di titoli sul mercato borsistico americano ha ovviamente lo scopo di raccogliere liquidità consistente, grazie al pacchetto del 10 per cento di azioni che sarà collocato in vendita, ma evidentemente queste diverse valutazioni potrebbero ridimensionare le attese basate sull’ottimismo di Marchionne.

Va ricordato che Fiat Chrysler Automobiles scorporerà Ferrari mediante l'offerta pubblica del 10 per cento del capitale e la distribuzione della rimanente partecipazione (l’80 per cento) agli azionisti di FCA mentre l’altro 10 per cento resterà a Piero Ferrari, figlio del Drake.

Lo scorporo sarà completato entro l’inizio del 2016 poi le azioni Ferrari saranno quotate alla Borsa di Wall Street.

I grandi passi che conducono verso la quotazione di Ferrari riguardano anche il pensionamento del 69enne amministratore delegato Amedeo Felisa, per il quale si prospetta un possibile rapporto di collaborazione come consulente mentre per la sua sostituzione prende corpo la candidatura dello stesso presidente Sergio Marchionne, così come anticipato dall’agenzia Bloomberg.

Da Maranello non ci sono commenti a questa notizia e non vengono fornite indicazioni precise sui tempi di un pensionamento in ogni caso ritenuto scontato per raggiunti limiti di età.

Stando alle anticipazioni, il nuovo incarico di amministratore delegato a Sergio Marchionne sarà affidato prima che sia perfezionato lo scorporo da Fiat Chrysler Automobiles e quindi non si andrà oltre l’inizio del 2016.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google