«Mostra Ferrari, l’effetto Expo un flop»
Maranello. Il vicesindaco: «Ci attendevamo maggiori riscontri. Comunque l’iniziativa piace»
MARANELLO. La mostra Maranello People Flying High? Nessun effetto Expo. A spiegarlo, numeri alla mano, è Luigi Zironi. Il vicesindaco ha ammesso che le visite previste all’Auditorium Ferrari erano ben superiori. «Riguardo alla giornata con il rinfresco, avevamo apparecchiato per cinquanta - ha esemplificato Zironi - ma si sono presentati in tre». Se la quantità è stata inferiore, la qualità non sembra deludere le attese.
«L’esperienza della mostra piace - ha garantito il vicesindaco - è densa, benché piccola. Soprattutto, finisce con una proiezione molto entusiasmante: le persone di solito sono molto spiazzate e molto coinvolte. I risultati in termini di gradimento sono molto lusinghieri. Sui numeri abbiamo superato le tremila unità dall’apertura, non possiamo lamentarci soprattutto negli ultimi periodi ad agosto». In media sono circa trenta le visite quotidiane. Cifre ben più basse del vicino Museo Ferrari, nonostante il biglietto valga per entrambi. La spiegazione, per Zironi, è semplice: molti turisti giungono al Museo in pullman e poi ripartono dopo la visita, senza potersi fermare. «Il gradimento si nota soprattutto dai commenti liberi - ha ripreso il vicesindaco - in cui ci sono complimenti per il video e frasi legate al mito della Ferrari. Alcuni dicono che la mostra è piccola e che vorrebbero vedere ancora più ricordi di questo tipo e testimonianze del territorio». Racconti come quelli di Rolando Levoni. Una vita spesa con il Cavallino Rampante e un cicerone di eccezione per sedici visitatori giovedì. «Sono entrato in Ferrari nel 1959 - ha spiegato Levoni - appena tornato dal militare e sono andato in pensione alla fine degli anni Novanta. Sono entrato nella catena di montaggio, alla fine del 1966 sono entrato nel Reparto Corse, dal maggio 1967 fino al 1983 sono stato su tutte le piste come meccanico, sempre con l’ingegner Forghieri».
Con il “Drake” parlava spesso in dialetto. Chissà cosa penserebbe della Formula Uno di oggi. Haa risposto Levoni: «Oggi è cambiato tutto. Lui era per il progresso, tuttavia ne abbiamo fatti troppi. Nelle corse degli anni Settanta si partiva con duecento litri di benzina, quattro gomme da gestire in tutto il Gran Premio, niente idroguida e con il cambio manuale. A Montecarlo il pilota guidava con una mano sola. Sono stato colpito da Clay Regazzoni come fratellanza, il più professionista era Niki Lauda. Sono stati anni di sacrifici, ma rifarei tutto». La collaborazione tra il Comune e Rossa, ha assicurato Zironi, andrà avanti. «La presenza della Ferrari per il Comune è determinante - ha concluso il vicesindaco - a esempio la Millechili è stata messa a disposizione dal Museo Ferrari. I progetti futuri verranno definiti man mano. Alcuni commercianti notano un minimo di movimento in più rispetto al passato. Spesso ci sono grossi ostacoli da superare e c’è un po’ di diffidenza. Bisogna essere tenaci, speriamo di riuscire a esserlo».
Gabriele Farina
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