«Un disastro, distrutto circa il 30% del raccolto»
«Abbiamo avuto un danno complessivo che si aggira intorno al 30%. Su una produzione totale di 1.500 quintali di pere, la perdita secca è stata di ben 450 quintali». A parlare è Silvio Barbanti,...
«Abbiamo avuto un danno complessivo che si aggira intorno al 30%. Su una produzione totale di 1.500 quintali di pere, la perdita secca è stata di ben 450 quintali». A parlare è Silvio Barbanti, titolare dell'azienda agricola omonima sita in via Barchetta 71 a Campogalliano. L'azienda agricola, si sviluppa su 3 ettari di terreno coltivati a frutteti di pere. Barbanti ci accompagna infatti sul "luogo del delitto", tra i filari, per mostrarci i danni provocati dalla cimice. «Già l'anno scorso abbiamo avuto delle perdite a causa di questo insetto, ma sono state perdite più gestibili, rientranti nei cosiddetti rischi d'impresa, quest'anno invece l'entità del danno è stata assai più grave. A partire dalla prima raccolta stagionale, tra la metà e la fine di luglio - racconta Barbanti - ci siamo accorti della presenza della cimice e dei danni che stava provocando alle pere, così abbiamo immediatamente contattato il Consorzio fitosanitario di Modena che ha predisposto affinchè venissero fatti i trattamenti ad hoc, con prodotti specifici ed efficaci, ma il meno impattanti possibili per noi operatori ed anche per i miei confinanti».
Quali le qualità più danneggiate?
«Ha colpito indistintamente un po' tutte le varietà di pere, in modo particolare però l'Abate Fetel, una qualità per cui la mia azienda, come tante altre del modenese, è considerata top di gamma - ammette Silvio Barbanti e continua - proprio tra i filari più colpiti, sono state installate in accordo con il Consorzio, delle trappole d'aggregazione di provenienza americana, per cercare di testare la loro efficacia sull'insetto; ne abbiamo tre nei frutteti e due nelle vicine siepi che, si sospetta, possano essere uno dei serbatoi riproduttivi della cimice».
Questo insetto cinese infatti, tende a preferire luoghi caldi e riparati per la sua riproduzione, e in inverno si teme possa spostarsi anche verso le abitazioni.
«Siamo stati allertati dal Consorzio fitosanitario in merito, per questo grazie alla loro collaborazione stiamo tenendo monitorata la situazione, attraverso i trattamenti e le trappole, anche se il danno alle pere è già avvenuto - riprende Barbanti - danno che non consente la commercializzazione del prodotto e per la mia azienda che, insieme a tante altre, è socia della Fruit Modena Group (Cooperativa che si occupa della conservazione e della vendita delle pere ndr) è una grave perdita».
Ma come si riconosce il danno provocato dalla cimice sul frutto?
«Questo insetto è dotato di una specie di stiletto che, penetrando nella polpa della pera ne fa morire le cellule, creando una suberificazione, una specie di "buco"- ci spiega Barbanti- e ciò fa sì che la pera sia purtroppo da buttare».
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