Modena Est, Berlinguer un parco dai due volti
È uno degli ultimi nati in città, da un lato luoghi attrezzati per la gioia dei bambini dall’altro zone nelle quali emergono chiari segnali di un degrado che avanza
MODENA. Un’area verde per piccoli con problemi per i grandi. Il parco Berlinguer ha due anime, incompatibili, a pochi metri di distanza l’una dall’altra. La prima appare alla luce del sole ed è caratterizzata dal sorriso dei bambini nell’area giochi. La seconda è avvolta dal buio e si può sintetizzare con una parola: degrado. Il primo impatto con la zona è positivo.
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Gli spazi per i bimbi sono confortevoli. I divertimenti vanno dalle tradizionali altalene ad attrezzature più moderne. La zona è dominata da una torretta a cui i piccoli accedono arrampicandosi. Svetta su un’area dai colori di ali di farfalla. A terra ci sono otto buche, da cui zampillano altrettante fontane nei pomeriggi, come assicurano i visitatori. Tuttavia, una scritta su uno scivolo mostra come i problemi non manchino. Aggiriamo un basso muretto per vedere altri “tocchi d’artista”. Ancora il peggio deve arrivare. Appena dietro i gonfiabili per bambini, parzialmente coperti da cespugli e rami, si trovano giacigli da notte. Ci sono due coperte e un cuscino senza federa. L’erba è ricoperta di cartacce, bottiglie e pacchi di sigarette. Proseguendo verso sud si notano cocci verdi e marroni.
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Sono i resti di quelle che erano bottiglie di birra. Davanti c’è una fila di giovani alberi, dietro il quadro è molto simile. Sul manto si notano pacchi di sigarette, centinaia di cicche e ancora bottiglie. Si tratta, in questo caso, soprattutto di recipienti di plastica usati per contenere acqua. A est troviamo l’area per cani. È opportunamente recintata, ma si notano alcune attrezzature “aliene”, quali sedie e tavolini. C’è una fontana, legata a un tubo. Non si vedono luci, a differenza dai sentieri e dall’area per bambini. Gli alberi, anche in questa parte del parco, devono ancora crescere. Un problema in più i visitatori, che soffrono per la mancanza d’ombra, soprattutto nei giorni più caldi.
Di fronte all’area per la libera circolazione dei cani c’è un gazebo. Stessa altezza per i giovani alberi e qualche foglia in sofferenza. Il verde deve combattere con la mano dell’uomo e la medesima sorte spetta agli arredi. Alcune panchine sono danneggiate, così come lo è almeno un sostegno di legno. Avrebbe dovuto accompagnare la crescita di un albero, ma è stato sollevato e scagliato a terra. Va meglio per i sentieri e il percorso ciclabile che parte dall’estremità orientale del parco e giunge fino alla rotonda di via dell’Indipendenza.
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Nella parte sud si snoda un percorso botanico, di poco sopraelevato, in cui si possono notare alcuni aceri. Quasi al centro c’è, invece, un’area belvedere. Il panorama naturale non è male e promette di diventare migliore quando gli arbusti cresceranno. Il quadro potrebbe essere più roseo superati i tanti elementi di degrado presenti. Dal giugno dell’estate scorsa c’è un’immagine che accoglie i visitatori provenienti da nord. È una raffigurazione bidimensionale del volto di Enrico Berlinguer. C’è anche una frase dell’ex segretario generale del Partito comunista italiano che può essere letta come un monito a fare sempre meglio per preservare l’area.
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