Gazzetta di Modena

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il futuro del RICREATORIO

San Francesco, prove di dialogo

Diocesi pronta ad un incontro e Barbieri vuole essere della partita

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L’appello di Gino Venturelli, consigliere comunale del Pd che ha scritto una lettera aperta alle autorità ecclesiastiche per sottolineare l’immobilismo intorno all’ex Ricreatorio San Francesco, ha ottenuto le prime risposte e in particolare la disponibilità a un incontro da parte di don Giovanni Rossi, il responsabile dell’Unità pastorale Sassuolo centro sotto il quale ricade la gestione di questo spazio.

Anche la Diocesi, con il segretario del vescovo Camisasca, ha risposto sottolineando però che l’argomento è stato interamente affidato a don Giovanni. Per ora nessun riscontro invece dalla Provincia dei Cappuccini, che come proprietaria dell’area (che la Curia ha soltanto in gestione) avrebbe invece un’importante voce in capitolo. Si può comunque ripartire da un incontro e magari dall’istituzione di un tavolo operativo ed è già qualcosa.

Ad affiancare Gino Venturelli in questo tentativo potrebbe tornare anche Giorgio Barbieri, ex assessore e ora consigliere della lista Sassuolo2020, che già in passato aveva tentato un dialogo per il rilancio della struttura. «È un pugno nello stomaco anche per me - ammette Barbieri - passare davanti al Ricreatorio e vederlo nelle condizioni attuali. Per parecchio tempo ho tentato un confronto con i responsabili, sono arrivato fino al momento in cui don Alcide, l’ex parroco, ha tirato fuori il progetto su quell’area, che includeva un campetto, uno spazio per i bambini, un allargamento del parcheggio e un parco. Poi però non si è mosso niente. Se c’è qualche possibilità di riprendere il discorso ovviamente sono disponibile. Però è evidente che la politica può fare da stimolo, cercare di contribuire, dare anche un aiuto operativo ma la volontà deve partire da chi ha la responsabilità di quegli spazi. Intorno a quest’area gravitano non meno di 6mila sassolesi. Credo che la chiesa debba occuparsi dell’aggregazione sociale delle famiglie e dei ragazzi».

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