Si va al voto per gestire legna, funghi e mirtilli
Si rinnovano i comitati di amministrazione degli usi civici, istituzione millenaria che in Appennino ancora sopravvive nei Comuni di Fanano, Lama e Polinago
Sarà un autunno elettorale in Appennino, ma stavolta la politica non c'entra. Ci si recherà alle urne in ambito frazionale all'interno delle aree dove ancora si tramanda la più che millenaria tradizione degli usi civici e delle necessità amministrative ad essi legate. Si tratta di ampie zone - nella maggioranza dei casi di natura boschiva, ma talvolta c'è anche qualche immobile, pur datato – concesse fin dal Medioevo (nel caso di Fanano si risale addirittura al 753 d.C. con una sottoscrizione fatta dal re longobardo Astolfo a Sant'Anselmo abate) a una collettività locale nell'ambito di un'economia di sussistenza che permetteva a tutti di usufruirne per la raccolta di legna, frutti, funghi e il pascolo degli animali, garantendo la sopravvivenza in zone disagiate. Nella montagna frignanese l'istituto sopravvive nelle frazioni di Ospitale, Serrazzone, Fellicarolo e Canevare (Fanano), Barigazzo (Lama Mocogno) e San Martino (Polinago). Saranno dunque questi gli ambiti chiamati ad esprimesi nelle elezioni quadriennali che lo scorso 19 agosto hanno ricevuto il via libera dall'Unione dei Comuni, con unica data fissata per domenica 11 ottobre. In ogni seggio verranno votate liste composte da non più di quattro persone, per eleggere i Comitati di amministrazione separata dei beni a cui faranno capo per altri quattro anni la gestione del territorio di competenza e quindi anche i suoi ritorni economici. La realtà più importante è senz'altro quella fananese, che vede in gioco tra quattro frazioni distese molto ampie (1.600 ettari comprensivi anche di strutture come la vecchia scuola di Ospitale) e soprattutto ricche di un prodotto preziosissimo quale il mirtillo nero dell'Appennino. Proprio sulla sua raccolta il Comitato uscente è intervenuto con una decisione molto discussa che dal 2013 ha escluso i non residenti nelle frazioni, rompendo la convenzione col Parco del Frignano. Una scelta disposta quale contromisura di fronte all'impennata di raccoglitori esterni registrata anche nei funghi, ma che ha finito per includere nel divieto famiglie fananesi che facevano la raccolta da più di 40 anni a causa della loro residenza nel capoluogo (magari spostata anche da poco), formalmente non ricadente nell'uso civico. Il nuovo Comitato che uscirà dalle urne (a cui sono chiamate circa 400 persone) dovrà subito confrontarsi su questo fronte, per decidere se confermare la scelta o riaprire come in passato. Di qui la particolare attesa che circonda l'appuntamento elettorale, che avrà come da prassi scrutatori, verbali, presidenti di seggio e commissioni. «Ritengo l'uso civico una ricchezza enorme per la montagna, un baluardo di tutela dei territori e delle tradizioni – sottolinea il sindaco Stefano Muzzarelli – e conto che con il nuovo organo eletto si possa lavorare in un'ottica di collaborazione e condivisione di progetti che permettano di gestire sempre meglio queste aree, valorizzando le potenzialità turistiche e ampliando le prospettive occupazionali, a beneficio anche dei giovani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
