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San Felice, botto “diversivo” per svaligiare la fiera

San Felice, botto “diversivo” per svaligiare la fiera

Due uomini distraggono tutti colpendo con l’auto l’ufficio cassa e fuggono con i 5600 euro del ristorante

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SAN FELICE. Lo stand gastronomico della fiera è stato “rapinato” da due banditi, si presume due nomadi, che l’altra sera sono riusciti a dileguarsi con 5.600 euro.

La coppietta - uno dei quali piuttosto tarchiato - ha agito con uno stratagemma, un diversivo. Hanno infatti colpito con un bastone o con la stessa auto sulla quale erano arrivati la casetta in legno utilizzata come cassa dalle associazioni di volontariato. Un boato, bastato a distrarre le due persone, un uomo e una donna, che erano all’interno, per arraffare i soldi e dileguarsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che potranno acquisire le immagini delle telecamere di sicurezza di cui il Comune di San Felice, consapevole del problema della dilagante criminalità, si è opportunamente dotato a suo tempo. In ogni caso i due ladri sono stati visti da molti testimoni, alcuni die quali hanno dato il primo spontaneo aiuto ai carabinieri.

«Siamo sconcertati - spiega il presidnete della polisportiva Unione 90, Giordano Mestola - in questo stand gastronomico si stanno impegnando i volontari di tutte le nostre associazioni, dell’Amo, dell’Auser e della Croce Blu, per cercare di dare un minimo di aiuto all’associazionismo. Questi episodi ti deprimono, fanno domandare che senso ha tutto questo...».

Ovviamente non c’era una assicurazione contro i ladri-rapinatori, e ovviamente ora le associazioni sperano nel buon cuore di qualcuno, magari dello stesso Comune. Pochi giorni fa altri vandali avevano reso inservibile il pulmino per il trasporto dei bambini e dei ragazzi, allo stadio. Tornando al furto, è stato commesso all’incocio tra via Circondaria e viale Campi, all’incrocio di Sant’Antonio dove ci sono la casetta e l’ingresso del tendone del ristorante. Una volta distratti i due cassieri, uno dei due ladri si è allungato arraffando i sacchetto che era tenuto nascosto sotto il bancone. Segno che erano in osservazione già da due giorni.

Poi, sgommando sono fuggiti sull’auto che avevano parcheggiato in divieto di sosta accanto alla cassa, rischiando di investire le pesone e i ragazzi che sostavano davanti alla baracchina Kakao. (ase)

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