Elfi nei boschi per la notte del plenilunio
Pievepelago. Centinaia di persone sono accorse a S. Andrea per la celebrazione collettiva ispirata a tradizioni antiche
PIEVEPELAGO. Lo scenario è stato sicuramente suggestivo, e molto partecipato dai cosiddetti elfi. Sono accorse più di 500 persone sabato sera nei boschi attorno a Sant'Andrea Pelago per il momento clou del Rainbow Gathering che si svolge dalla metà di agosto: la celebrazione collettiva del plenilunio. Le condizioni meteo erano perfette, e hanno permesso di proiettare in cielo una luna davvero spettacolare, grande come in rari momenti dell'anno. E la festa ha potuto andare in scena con tutto il suo potenziale, culminando con il grande cerchio umano formato attorno al fuoco che si è animato con canti e balli tipici della tradizione indiana fino all'alba.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.12015531:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/08/31/fotogalleria/elfi-nei-boschi-per-la-notte-della-luna-piena-1.12015531]]
Una vera atmosfera tribale costruita attorno a un elemento dal fortissimo valore simbolico, perché questo fuoco prima di raggiungere il suo apice è stato nei giorni scorsi (e continuerà ad esserlo per chi rimarrà fino a metà settembre) il cuore del cerchio in cui si prendono le decisioni collettive nel gruppo (dopo ore e ore di dibattito per raggiungere l'unanimità) e da cui si preleva la cenere che permette tutte le operazioni di pulitura quotidiane. Visto che il plenilunio era fissato poco dopo le 20.30, la “cerimonia” è iniziata all'imbrunire, quando alcune donne hanno acceso piccole fiamme per indicare i quattro punti cardinali, che sono stati omaggiati per poi procedere alla chiamata a raccolta di tutte le altre donne del gruppo attorno al fuoco, che ha acquisito potenza a mano a mano che crollava la palificazione di tronchi eretta su di esso a forma piramidale. Il plenilunio infatti è stato salutato innanzitutto per la sua positiva influenza sulla fertilità, come nelle culture più antiche.
Quindi a poco a poco hanno cominciato ad ammassarsi anche gli altri, arrivati già a centinaia nei giorni scorsi, ma molte persone si sono aggiunte all'ultimo minuto anche solo per dare un’occhiata a questo raduno così particolare balzato anche sulle cronache nazionali.
Tanti i ragazzi, ma anche gli adulti, provenienti dalla vallata del Pelago, ma il viavai è andato avanti di continuo: anche dopo le 23 si potevano vedere new comers parcheggiare come potevano ai lati della stradina sterrata che porta alla capanna celtica e poi avventurarsi sulla storica via Vandelli muniti di torcetta su un percorso in mezzo ai boschi molto impegnativo specialmente nella sua parte iniziale, destinato a condurre dopo una quarantina di minuti nella grande radura scelta dal popolo del Movimento Arcobaleno (nato a fine anni '60 negli Stati Uniti) quale punto di contatto per aderenti di tutta Italia e di tutto il mondo, visto che all'appello hanno riposto anche tedeschi, israeliani, indiani e giapponesi.
Le raccomandazioni sono semplici e chiare: niente alcol, carne, droga (si è visto in giro solo un po' di fumo, perché da qualcuno la marijuana è considerata un semplice elemento naturale), tecnologia e cose che portino dipendenza. Ampio spazio invece all'accoglienza verso il prossimo.
Daniele Montanari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
