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Il pubblico si diverte ma per la politica l’interesse è scarso

Alle 21.30 del primo sabato di festa i tradizionali stand “rossi” erano pressoché deserti. A tratti erano maggiori le presenze in coda al bancomat rispetto agli interessati ai memorabilia legati...

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Alle 21.30 del primo sabato di festa i tradizionali stand “rossi” erano pressoché deserti. A tratti erano maggiori le presenze in coda al bancomat rispetto agli interessati ai memorabilia legati alla sinistra storica. Impari il confronto con le migliaia di persone che hanno visitato gli stand commerciali.

Il paragone può proseguire con la cultura. Al PalaConad, dalle 21.45 in poi, il tema è stato “Esperienze ed eccellenze culturali”. Il vicesindaco Gian Pietro Cavazza ha sostenuto che essa è «il frutto di un percorso partecipato». Per Michelina Borsari, direttrice del Festival della Filosofia, «l’eccellenza è riconosciuta dagli altri» e l’appuntamento andrà avanti «fin quando ci saranno le risorse», intese in senso lato. Pensieri rivolti a una platea di massimo trenta persone.

Alla libreria erano molti di più. «L’affluenza è stata sinora buona - ha raccontato il volontario Daniele - le persone in genere iniziano ad arrivare dalle 20.30 e poi restano fino a mezzanotte. C’è anche chi resta fino all’ultimo minuto senza rendersi conto dell’orario. Il pubblico è di tutte le età, ma ci sono tanti bambini con i genitori. Vendiamo soprattutto libri per bimbi. Tendenzialmente la spesa pro capite è abbastanza bassa, circa dieci euro ma in confronto a certe librerie va meglio».

C’erano tantissimi bambini nell’arena sportiva. «È la terza volta che porto mio figlio a pattinare alla Festa dell’Unità - ha spiegato Paolo - aveva iniziato con questa disciplina a Nonantola, ma sono tutte femmine. Questa iniziativa è molto bella».

«Il mio giudizio è molto positivo - ha confermato Loris mentre la nipote giocava con alcuni coetanei - perché lo spazio è bello e in più è sicuro». «Organizzano un po’ di tutto», ha ammesso Francesca. Un altro dei ritrovi è lo spazio del Treemme. «Siamo sempre pieni - ha garantito Federico “Quelo” Gigliotti, segretario del club - in genere si fermano i bambini e coinvolgono poi i genitori. Ci sono anche tanti gruppi di amici. Non abbiamo portato i nostri classici, ma giochi adatti per tutte le famiglie. Alcuni li facciamo riscoprire ai genitori e poi coinvolgono i figli. Giocano tutti insieme, lasciando da parte i cellulari». (g.f.)

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