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Modena

Via Cavallotti, culla della ceramica sassolese

Via Cavallotti, culla della ceramica sassolese

In viaggio con Silingardi nella storia della città che aveva il suo canale, unito nel 1600 a Modena

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La “Notte dell'arte”, organizzata e condotta dallo storico Luca Silingardi, ha riguardato il canale di Modena e le manifatture presenti a Sassuolo nei secoli scorsi (dal ’600 fino ai giorni nostri lungo via Cavallotti, vicolo Conce e via Racchetta).

Una immersione nel passato, mettendo in evidenza luoghi e strutture che oggi sono state sostituite da altri edifici oppure ammirando fabbricati che pur non più funzionanti, sono presenti per ricordare quello che è stata Sassuolo, come la ciminiera dell’ex ceramica Marca Corona, oggi al centro del residenziale Fontanazzo.

Il canale di Modena passa davanti a Villa Segré, al parco Ducale, via Pia, raggiunge ponte Fossa e poi arriva a Modena.

Le acque che erano in più, ad esempio quelle della pioggia, venivano utilizzate per altri scopi come lavare le strade ed irrigare i campi.

«Anche Sassuolo – ha detto Luca Silingardi – aveva il suo canale ed era chiamato canale di Sassuolo che nel ’600 viene unito a quello di Modena grazie a Vigarani. Il canale a Pontenuovo incontrava delle manifatture come la cartiera e il molino del maglio conosciuto anche con il nome di “battirame” perché qui si lavorava il rame. Poi il canale proseguiva per andare nel filatoio della seta trasformato poi in caserma. Nel ’900 la fabbrica Marca Corona acquistò questo filatoio che venne poi abbattuto. Rubbiani abbandona la lavorazione dei vasi per dedicarsi alla produzione dei rivestimenti, lavabili. Ora al posto della ceramica ci sono edifici residenziali. Qui, cioè in piazza Fabbrica Rubbiani, tra i vari edifici residenziali è stata lasciata la ciminiera della fabbrica per ricordare che la ceramica sassolese è nata in via Cavallotti. All’epoca questa zona era chiamata “Contrada borgo superiore”».

Silingardi ha anche mostrato l'edificio dove vi erano i mulini del palazzo ducale. In vicolo Conce c’era una conceria, ma anche la fabbrica delle corde per gli strumenti musicali. (g.frigieri)

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