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«Vuoi uscire da una setta? Ti aiutiamo»

di Gabriele Farina
«Vuoi uscire da una setta? Ti aiutiamo»

L’associazione Quo Vadis di Modena sta operando con contatti on line «ma l’obiettivo è aprire una sede vera e propria in città»

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MODENA. «Ero diventato un manipolatore delle menti, ora faccio il contrario». Rocco Politi è il fondatore di Quo Vadis, un’associazione modenese che segue persone in crisi d’identità perché legati al mondo delle sette. «Siamo contro tutte le organizzazioni religiose devianti - dice Politi - le sette e le pseudo-religioni moderne che fanno proselitismo agguerrito su tutto il territorio nazionale».

Una realtà spesso sommersa, le cui dimensioni sarebberp più grandi di quanto si potrebbe pensare. «Quando facevo parte dei Testimoni di Geova c’erano circa un migliaio di persone che ne facevano parte a Modena - continua Politi - ma il problema è tutto ciò che è ramificato. Ognuno ha un amico, un parente, un conoscente, un “gancio”. Durante le conferenze chiedo sempre di alzare la mano a chi ha avuto un contatto: la alzano tutti».

Rocco Politi parla per esperienza diretta. «Sono entrato quando avevo otto anni - ricorda - e ho rivestito tutte le cariche fino ai quarantotto. Da manipolato sono diventato un manipolatore delle menti: Sapevo come invogliare le persone a far parte dell’organizzazione». Nel 2001 un evento ha cambiato la sua vita. La nipotina ha un sarcoma, servono trasfusioni di sangue, vietate. La piccola muore, lui comincia ad avere dubbi ed è messo all’indice con la moglie e la figlia.

«L’ostracismo non è mai presentato all’inizio - prosegue Politi - non ti dicono mai “attenzione, quando dissenti ti buttiamo fuori”. Ti fanno sentire in un mondo stupendo. Se vieni poi buttato fuori è un funerale ogni giorno».

Da quell’esperienza è nato un progetto contro tutti i fanatismi e che non si limita ai confini cittadini. «Abbiamo avuto esperienze con diversi ragazzi che hanno contattato l’Isis - ha garantito il modenese - e sono alquanto confusi. Pensiamo di poterli sicuramente aiutare. Abbiamo avuto contatti da varie parti d’Italia, dal Bangladesh, dalla Germania».

“Liberarsi” da una setta, riprende Politi, non è facile. «A Carpi una persona aveva ingerito diverse pastiglie per farla finita. Gli abbiamo dato una mano, segnalando anche il caso agli assistenti sociali e ai medici. Una persona che per 20-30 anni ha preso parte a una sette viene fuori con la mente deviata, offuscata. La maggior parte non sa che fare».

«Da due anni sto vivendo una disgrazia - spiega un uomo di origini sarde, seguito da Quo Vadis - sto combattendo contro l’ostracismo, la cosa più brutta del mondo».

«Abbiamo ricevuto 50mila mail - ribadisce Politi - con richieste di aiuto. Siamo andati a Venezia, a Cagliari. Diamo assistenza, gratuita, legale e psicologica. Abbiamo un sistema di donazioni ancora poco conosciuto e un team di avvocati che ci supportano». L’associazione ha una sede provvisoria in via Toniolo, ma opera soprattutto grazie a Facebook e al sul sito web.

Un prossimo passo potrebbe essere aprire una vera e propria sede. «Lascerebbe una testimonianza».

Sul suo blog ci sono casi internazionali di persone che sentono una “voce divina” prima di compiere gesti efferati. «È qualcosa che ti pesa tantissimo - conclude Politi - e ti crea un complesso». Il suo obiettivo è cambiare prospettiva: «Prima pensavo che la sofferenza fosse un castigo divino - conclude Politi - mentre il vero ideale da raggiungere è l’amore che porta alla libertà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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