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Camere di Commercio, puzzle da comporre

Modena potrebbe unirsi a Reggio ma rimane l’incognita di Ferrara. Tutto deciso per la Romagna

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Dopo un lungo susseguirsi di ipotesi, proiezioni, cambiamenti di rotta e improvvise frenate, la riforma delle Camere di Commercio sta prendendo corpo.

Nei giorni scorsi è entrata infatti in vigore la legge che delega il governo a riordinare il sistema delle Camere di Commercio entro la fine di quest’anno.

Per l'Emilia Romagna si prospetta una piccola rivoluzione, visto che in quest’area le Camere di Commercio dovrebbero passare da nove a quattro. Il rebus degli accorpamenti, tuttavia, è ancora tutto da risolvere, visto che non è ancora chiaro il quadro delle future alleanze. L'unica ipotesi che pare a questo punto accertata riguarda la realtà di Bologna che, forte di circa 100.000 Imprese iscritte, potrà permettersi di rimanere da sola.

Anche sul versante romagnolo non dovrebbero sussistere dubbi: nasce un’unica Camera di Commercio che riunirebbe le tre province costiere di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Sul confine opposto appare scontata la fusione tra Parma e Piacenza.

Ma mancano ancora delle caselle: al momento attuale Reggio Emilia potrebbe scegliere di guardare alle Camere di Commercio dell'Emilia occidentale oppure unirsi con Modena, anche se va ricordato che la stessa Modena avrebbe i numeri per rimanere da sola.

Restano i dubbi relativi a Ferrara, che potrebbe scegliere di unirsi alla Romagna, accorparsi con Bologna o puntare sull'asse dell'Emilia centrale con Modena e Reggio. «Partita aperta», assicurano da Unioncamere regionale, guidata da Maurizio Torreggiani.

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