Esposto dei Geometri contro il Comune
San Felice. Il collegio chiede l’intervento della Procura sulla pratica della villa ricostruita con abusi
SAN FELICE. Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Modena ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il Comune di San Felice.
La questione - sempre più delicata - è la stessa già segnalata alla stessa Procura della Repubblica da due informative di polizia giudiziaria. Una della Polizia municipale e una del Nucleo investigativo di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato, relative ad abusi edilizi riscontrati (dalla Forestale) anche nel permesso a costruire per la ricostruzione di una villa in via Perossaro, dopo la demolizione della casa che insisteva nello stesso sedime e che era stata danneggiata dal terremoto.
Nell’esposto alla Magistratura, il Collegio dei geometri ripercorre la vicenda citando parecchi documenti e conclude chiedendo al Procuratore della Repubblica di “valutare i fatti ed emettere i provvedimenti del caso”.
Tra l’altro si sottolinea come nell’istruttoria del permesso a costruire (rilasciato ad inizio 2013) non siano stati rilevati “riscontri” che sono al centro della vicenda. Ovvero distanze, finestre, terrazza, altezze e altri elementi che - come sottolinea l’informativa del Corpo Forestale dello Stato - sono stati autorizzati dal Comune quando la legge non lo consente: «Sulla scorta della documentazione... pare - scrive testualmente l’esposto dei geometri - che il permesso di costruire sia stato rilasciato contravvenendo le norme e le disposizioni di legge... oltre che civilistiche».
L’accusa del Collegio dei Geometri è anche un’altra, ovvero la lentezza con la quale il Comune si sarebbe deciso ad intervenire dopo le segnalazioni che evidenziavano da una parte opere abusive in difformità dal permesso a costruire, e - come poi è emerso - opere abusive realizzate in conformità del permesso a costruire: «A seguito di una richiesta di accesso agli atti in data 22 luglio 2014 tali presunte irregolarità sono state segnalate dapprima ai proprietari e al tecnico progettista quindi all’amministrazione comunale a più riprese nei mesi di novembre e dicembre 2014, sino ad interessare il sindaco in data 3 gennaio 2015. Nel mese di febbraio 2015 è stata inviata una più circostanziata comunicazione prodotta dal legale dei proprietari confinanti...», dice l’esposto. «L’amministrazione ha inviato ai proprietari confinanti una prima risposta di cui al protocollo 3062 del 20 febbraio 2015 da cui si rileva come il sopralluogo di verifica sia stato eseguito in data 19 dicembre 2014, e come l’iter del controllo alla data del 22 febbraio 2015 fosse ancora in corso senza provvedimenti».
Come noto, la situazione poi si è accelerata, per le note circostanze, ma per i geometri ci sono stati - da luglio 2014 - tempi sui quali chiamano la Procura a fare chiarezza.
Sulla questione, è noto, il sindaco di San Felice Alberto Silvestri ha precisato, controaccusando duramente, con una nota pubblicata su sito del Comune: «Parlare di atti illegittimi è falso - scrive tra l’altro Silvestri - La pratica ha seguito un andamento lineare, con un progetto, conforme agli standard urbanistici per superfici e volumi, asseverato da parte del tecnico privato, che quindi ne dichiarava responsabilmente la conformità alle normative vigenti in tutti i suoi aspetti. Alla segnalazione delle problematiche emerse sono seguiti accertamenti da parte dell’Ufficio Tecnico comunale, che ha imposto le modifiche del caso». (ase)
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