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Guercino rubato a Modena, ci sono piste che portano in Francia e Inghilterra

Guercino rubato a Modena, ci sono piste che portano in Francia e Inghilterra

La procura rivela: dopo il colpo nella chiesa di San Vincenzo ci sono state varie telefonate all'estero da parte di gente che aveva accesso alla chiesa

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MODENA. Perché quelle telefonate in Francia e in Inghilterra partite da Modena dopo il clamoroso colpo? Chi sono gli interlocutori? Sono forse i basisti, coloro cioè che hanno “spianato” le porte affinchè i ladri professionisti potessero agire dando il meglio di loro stessi, che hanno contattato gli intermediari o addirittura gli acquirenti del famosissimo quadro? Tutto è avvolto dal segreto e le ipotesi, più o meno realistiche tra tante altre fantasiose, si accavallano. Ma allo stato attuale quella di ieri in procura di Modena è la prima “rivelazione” sulle indagini sul furto della tela del Guercino a poco più un anno dal clamoroso furto. Sono state scoperte telefonate partite da Modena, da persone che hanno a che fare con la chiesa di San Vincenzo, verso l’Inghilterra e la Francia.

Ci sono dunque degli sviluppi nelle ricerche della “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”, l'opera del Guercino sparita dalla chiesa di San Vincenzo a Modena tra il 10 e il 12 agosto dello scorso anno. Le indagini sono affidate alla nostra Procura e ai Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio proseguono incessanti.

Dunque ora si è venuto a sapere che queste indagini hanno imboccato con decisione la via dell’estero, puntando il mirino, come sembra, verso le capitali europee dell’arte, in particolare Francia ed Inghilterra. E il suggerimento, la pista da seguire viene dall’analisi dei tabulati telefonici di alcune persone. Si tratta di persone, come ha affermato la procura modenese tramite il pm Claudia Ferretti, titolare dell’inchiesta, che hanno a che fare pressoché quotidianamente con la chiesa di San Vincenzo, dove era custodito il prezioso quadro del Guercino. Persone che avevano accesso alla chiesa di corso Canalgrande con facilità, che vi si recavano molto spesso. Insomma, da quanto si è capito, persone dell’entourage parrocchiale. I tabulati telefonici hanno rivelato che dopo il furto ci sono state delle telefonate verso l’Inghilterra e verso la Francia. A riceverle, dicono in procura, quattro o cinque persone. Una nuova pista dunque: gli investigatori stanno indagando, non sono state prese misure o provvedimenti nei confronti di chicchessia e comunque ogni mossa, ogni ipotesi investigativa non viene assolutamente svelata o suggerita. sI scava nei contatti, si cercherà ovviamente di individuare chi siano questi interlocutori, quattro cinque, e quale sia stato il contenuto delle telefonate.

Qualche settimana fa, in occasione del primo “compleanno” del furto del Guercino, in procura il capitano il capitano Ciro Imperato del Nucleo tutela del Patrimonio artistico dei carabinieri di Bologna, facendo il punto delle indagini, chiarì il modus operandi: «Come sempre, lavorando sulle tracce dei ladri d’arte, tagliamo tutti i rami secchi dell’indagine. Le piste inutili o infruttuose vengono accantonate ma mai chiuse. Lasciamo sempre una finestra aperta» Il capitano spiegò che I Ris hanno terminato il “Dossier Guercino”: impronte digitali, tracce biologiche sulle bottigliette di acqua, altri reperti finora tenuti segreti sono stati analizzati in laboratorio a Parma nell’arco di quest’anno. Sono tutti dati per ora “muti”, in attesa di essere confrontati con quelli di eventuali sospetti che capiteranno nel corso delle indagini. E ora pare sia arrivato il momento.

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