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Il campo dei Rom sulla Canaletto a Modena? E' stato “creato” dal giudice

Il campo dei Rom sulla Canaletto a Modena? E' stato “creato” dal giudice

Dopo le polemiche dei residenti, il Comune precisa che l’area è nata perchè un nomade vi sconta una condanna con obbligo di dimora

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MODENA. Un campo nomadi “creato” incidentalmente dai giudici del tribunale. È questa l’origine dell’area nei pressi del cavalcavia del treno ad Alta Velocità lungo la strada Canaletto in cui si è accampato un gruppo di nomadi da alcuni mesi. Una presenza che in più occasioni è stata oggetto di lamentele e segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati dalla presenza di questo gruppo di persone, con tanto di via vai di altre roulotte.

A complicare il quadro, già teso, alcuni recenti e preoccupan ti episodi di vetture colpite da alcuni sassi mentre transitavano lungo la strada Canaletto. In due casi le pietre, anche di grosse dimensioni, tirate contro le vetture hanno infranto i parabrezza mettendo a repentaglio la vita degli autisti.

Da qui la richiesta dei residenti, ieri per tutti ha parlato Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura, che ieri ha pubblicamente chiesto quale sia il motivo che ha portato l’amministrazione comunale a permettere la nascita di un campo non previsto nella mappa modenese. La risposta del Comune non si è fatta attendere. Ed è una risposta che prende le distanze da responsabilità dirette.

«In quell’area lungo la strada Canaletto - spiega il Comune in una nota - Vive un gruppo di persone. Si tratta di apolidi, la cui permanenza in quell’area è transitoria e avviene sulla base di provvedimenti giudiziari emessi dal Tribunale nei confronti di uno di loro. Del gruppo familiare, che abita un camper e una roulotte, fanno parte i genitori di questa persona e diversi minori. Sono tutti nomadi Rom, quindi di etnia diversa rispetto ai Sinti che abitano nelle microaree esistenti nel territorio comunale». In pratica l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari con l’obbligo dimora a Modena. Non aveva un domicilio, e così si è ricorsi al camper dela sua famiglia che, per forza, si è dovuto “fermare”. La pena che dovrà scontare scadrà. come sembra, a fine anno. La sua famiglia vive con lui e qui saltuariamente giungono amici e familiari che a loro volta stazionano nell’area. E proprio per evitare l’allargamento del campo si ripetono con frequenza e periodicità i servizi di controllo della polizia municipale nell’area di via Canaletto, all’altezza del cavalcavia della Tav, dove dallo scorso novembre stazionano alcuni mezzi di nomadi. In questi mesi diversi sono stati gli interventi della Polizia municipale e delle altre forze dell’ordine per allontanare altri mezzi di nomadi rom che si erano fermati nella stessa area. I frequenti controlli nella zona, inoltre, sono rivolti a verificare le segnalazioni dei cittadini rispetto alle problematiche create dalla presenza dei rom.

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